Si è conclusa con trenta arresti la vasta operazione antimafia condotta nel Nord Salento dai carabinieri del comando provinciale di Lecce, del nucleo investigativo e della compagnia di Campi Salentina, coordinati dalla sostituta procuratrice della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, Giovanna Cannarile.
Il blitz ha colpito un presunto gruppo criminale radicato tra Squinzano e i comuni limitrofi, accusato di aver imposto il controllo del territorio attraverso intimidazioni, violenza e assoggettamento omertoso. Per alcuni degli indagati è stata contestata anche l’associazione mafiosa ai sensi dell’articolo 416 bis del codice penale.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’organizzazione avrebbe gestito un articolato sistema criminale fondato sul traffico e sullo spaccio di sostanze stupefacenti, accompagnato da pestaggi, minacce, attentati e tentati omicidi ai danni di chi si opponeva alle regole imposte dal clan.
Il controllo del territorio e i riti di affiliazione
L’inchiesta, avviata circa quattro anni fa, ha consentito agli investigatori di ricostruire gli equilibri interni del gruppo, evidenziando il ruolo di figure storiche affiancate da nuove generazioni di affiliati.
Secondo l’accusa, il sodalizio criminale avrebbe progressivamente rafforzato la propria presenza sul territorio reclutando soprattutto giovani leve e recuperando pratiche tradizionali tipiche delle organizzazioni mafiose.
Tra gli aspetti più inquietanti emersi dalle indagini vi sarebbe infatti il ritorno dei riti di affiliazione, una vera e propria “liturgia” criminale utilizzata per consolidare il vincolo associativo e rafforzare il senso di appartenenza al clan.
Gli inquirenti descrivono un’organizzazione capace di reprimere con sistematica violenza qualsiasi tentativo di autonomia o di espansione di gruppi rivali.
Perquisizioni e controlli nel Salento
L’operazione ha mobilitato decine di militari, unità specializzate e mezzi impiegati sia via terra sia dall’alto. Perquisizioni e controlli sono stati eseguiti in diverse località del comprensorio salentino.
Le accuse contestate a vario titolo comprendono associazione mafiosa, traffico di droga, spaccio, estorsioni, minacce e altri reati aggravati dal metodo mafioso.
I nomi degli arrestati
Tra i destinatari delle misure cautelari figurano:
Claron Bajrusi, 24 anni, Trepuzzi; Michael Canoci, 23 anni, Torchiarolo; Patrick Cava, 30 anni, Guagnano; Cosimo De Luca, 39 anni, Squinzano; Mirco Garzia, 30 anni, Torchiarolo; Emanuele Giordano, 32 anni, Squinzano; Davide Guerrieri, 39 anni, Squinzano; Alessandro Guido, 42 anni, Squinzano; Gianmarco Maci, 27 anni, Squinzano; Luca Margherito, 49 anni, Squinzano; Patrizio Margilio, 43 anni, Squinzano; Gianluca Melendugno, 48 anni, Squinzano; Mattia Miccoli, 35 anni, Squinzano; Roberto Micelli, 49 anni, Squinzano; Alessio Miglietta, 23 anni, Campi Salentina; Francesco Morelli, 31 anni, Squinzano; Mattia Pennetta, 26 anni, Squinzano; Antonio Perrone, 27 anni, Torchiarolo; Simone Primiceri, 32 anni, Trepuzzi; Andrea Spagnolo, 47 anni, Squinzano; Giuseppe Alex Tommasi, 23 anni, Torchiarolo; Vittorio Vadacca, 23 anni, San Donaci; Raffaele Vedruccio, 24 anni, Squinzano; Giovanbattista Cairo, 40 anni, Squinzano; Samuele Gravili, 23 anni, Trepuzzi; Salvatore Tafuro, 67 anni, Squinzano; Bajran Bajrusi, 36 anni, Squinzano; Gianfranco Grasso, 53 anni, Squinzano; Antonio Guadadiello, detto “Roberto”, 43 anni, Squinzano; Giosuè Primiceri, 64 anni, Trepuzzi.










