La provincia di Foggia migliora il proprio posizionamento nella qualità della vita degli anziani e supera diversi territori pugliesi nella classifica nazionale elaborata dal Sole 24 Ore.
È quanto emerge dall’indagine “Qualità della vita per generazioni”, pubblicata nell’edizione di lunedì 25 maggio del quotidiano economico, che analizza il benessere di bambini, giovani e over 65 attraverso 60 indicatori statistici territoriali.
Nel focus dedicato agli anziani, Foggia si colloca al 16esimo posto nazionale con un punteggio di 466,5, risultando davanti a realtà come Bari, Lecce, Taranto e Barletta-Andria-Trani.
Foggia tra le migliori province del Sud
Nel Mezzogiorno, Foggia si conferma tra i territori con i dati più positivi per la popolazione over 65, soprattutto in alcuni indicatori specifici legati all’assistenza sanitaria e ai servizi.
Tra gli elementi evidenziati nell’indagine del Sole 24 Ore figura in particolare il dato sugli infermieri non pediatrici, dove Foggia risulta prima in Italia con 139,2 professionisti ogni 10mila over 65.
Buoni risultati emergono anche sul fronte della partecipazione civile e dell’assistenza agli anziani.
Nord-Est ancora dominante
A guidare la classifica generale della qualità della vita per gli anziani sono Trieste, Bolzano e Milano, con il Nord-Est che continua a dominare le graduatorie nazionali.
L’indagine, presentata al Festival dell’Economia di Trento, sottolinea come le province migliori siano quelle capaci di garantire prossimità dei servizi, relazioni sociali, mobilità urbana e assistenza sanitaria efficiente.
Nel report si evidenzia inoltre il crescente peso delle città metropolitane come Milano e Roma, considerate sempre più attrattive per la popolazione anziana grazie alla presenza di servizi sanitari, trasporti e reti sociali.
I parametri analizzati
La ricerca del Sole 24 Ore prende in esame venti indicatori per ciascuna fascia generazionale, valutando aspetti che vanno dalla speranza di vita ai servizi sociali, passando per consumo culturale, assistenza domiciliare, disponibilità di medici specialisti, sicurezza e qualità ambientale.
Per quanto riguarda Foggia, il buon posizionamento sarebbe legato soprattutto ai dati relativi alla rete sanitaria territoriale e ai servizi dedicati agli anziani.
Il commento di Luca Vigilante: “Ora serve un patto generazionale vero”
Sul report pubblicato da Il Sole 24 Ore interviene anche Luca Vigilante, manager di Universo Salute, che legge i dati emersi dalla classifica come il riflesso di un territorio capace di produrre risultati quando riesce a investire in modo strutturato sui bisogni reali della popolazione.
“Foggia 16ª in Italia per qualità della vita degli over 65 e, al contrario, tra le ultime per qualità della vita dei giovani under 35 sono due dati apparentemente opposti, ma che raccontano una verità molto chiara”, osserva Vigilante. “Quando un territorio investe con continuità su un bisogno reale, i risultati possono arrivare. Quando invece una generazione resta troppo spesso ai margini dei processi decisionali, il territorio si indebolisce”.
Secondo Vigilante, il buon posizionamento ottenuto dalla provincia di Foggia per la qualità della vita degli anziani rappresenta “un risultato importante” costruito anche grazie al lavoro quotidiano del mondo del terzo settore e delle realtà sociosanitarie del territorio.
“È anche il frutto del lavoro silenzioso di tante realtà ed enti privati no profit e profit, sociali e sociosanitari che, da anni, hanno scelto di mettere al centro dei propri progetti la persona nella terza età”, spiega. “Sia nella fase attiva della vita sia in quella più fragile, quando aumentano i bisogni di cura, assistenza, relazione e prossimità”.
Nel suo intervento, il manager di Universo Salute sottolinea anche il contributo delle nuove professionalità, soprattutto femminili, impegnate ogni giorno nell’assistenza e nella presa in carico delle persone anziane.
“Questo risultato è stato possibile anche grazie a tanti giovani professionisti delle competenze sociali e sociosanitarie, soprattutto donne, che ogni giorno rendono effettiva la giusta presa in carico”, afferma.
Da qui la riflessione sul futuro del territorio e sulla necessità di investire maggiormente sulle nuove generazioni.
“Non basta costruire buoni servizi per le persone over se poi non riusciamo a costruire abbastanza futuro per i giovani”, conclude Vigilante. “Ai giovani deve essere dedicato molto più spazio nelle imprese, nelle istituzioni e nei luoghi in cui si decide la programmazione di una comunità. È tempo di un vero patto generazionale”.











