Il progressivo indebolimento economico dei Comuni del Sud rischia di compromettere la ripresa degli investimenti e la crescita delle imprese. È l’allarme lanciato da Confindustria Foggia attraverso il presidente Potito Salatto, che punta il dito contro la riduzione delle risorse statali destinate agli enti locali e le crescenti diseguaglianze territoriali.
Secondo Confindustria, il benessere percepito dalle popolazioni continua a diminuire nei comuni meridionali e la provincia di Foggia starebbe vivendo una regressione costante della tenuta economico-sociale.
“I tentativi degli ultimi governi, dal 2016 in poi, di riequilibrare la spesa non sono bastati”, afferma Salatto, secondo cui solo il rilancio degli investimenti industriali e misure di decontribuzione fiscale per le aziende possono restituire ricchezza ai territori.
“Foggia perde residenti e giovani”
Confindustria richiama l’attenzione anche sulle profonde criticità demografiche che interessano la Capitanata.
“Negli ultimi dieci anni abbiamo perso circa 10mila residenti e i comuni dei Monti Dauni sono colpiti da uno spopolamento endemico”, sottolinea Salatto, evidenziando come il fenomeno della fuga dei giovani continui a rappresentare una delle principali emergenze del territorio.
A pesare, secondo l’associazione degli industriali, sarebbe anche il progressivo ridimensionamento del Fondo di solidarietà comunale, che negli ultimi quindici anni avrebbe sottratto risorse importanti agli enti locali con inevitabili ricadute sui servizi destinati ai cittadini.
Gli indicatori Bes e il divario Nord-Sud
Confindustria Foggia cita inoltre i dati dell’indice Bes, il sistema sviluppato dall’Istat per misurare il benessere equo e sostenibile, secondo cui il 60% degli indicatori della Capitanata si collocherebbe in fascia bassa o medio-bassa.
Nel comunicato viene richiamata anche la denuncia dell’Eurispes sul trasferimento di risorse dal Sud al Nord del Paese, quantificato in 840 miliardi di euro tra il 2000 e il 2017.
“Il Sud può scoprire una nuova primavera, lo dimostrano i numeri”, aggiunge Salatto, citando i dati del Centro Studi Tagliacarne che stimano per la provincia di Foggia un valore aggiunto pari a 12,25 miliardi nel 2025.
“Lo Stato non può arretrare”
Per il presidente di Confindustria Foggia il ruolo delle imprese resta fondamentale, ma da solo non basta a sostenere lo sviluppo del territorio.
“L’impresa può fare ancora la sua parte, ma senza il supporto dello Stato non si va da nessuna parte”, afferma Salatto.
Nel mirino anche i tempi previsti per il ripristino del Fondo di solidarietà comunale al 100% delle risorse disponibili, fissato al 2030.
“La promessa dei governi è una chimera per i tempi troppo lunghi. L’eccessivo indebolimento dello Stato nei Comuni potrebbe tradursi in un colpo mortale per la ripresa dell’investimento pubblico-privato nel Mezzogiorno”, conclude il presidente di Confindustria Foggia.









