La nomina di Michaela Di Donna alla presidenza dell’Accademia di Belle Arti di Foggia accende il dibattito politico e culturale cittadino. A commentare pubblicamente la designazione è stato Paolo Dell’Erba, segretario provinciale di Forza Italia e consigliere regionale pugliese, che attraverso un post social ha espresso apprezzamento per la scelta.
“La nomina di Michaela Di Donna a presidente dell’Accademia di Belle Arti di Foggia è una bella notizia per la comunità. Persona esperta e capace, ha già una qualificata esperienza nella struttura. Buon lavoro”, ha scritto Dell’Erba.
Parole alle quali ha fatto seguito il messaggio della stessa Di Donna, che ha affidato ai social una frase dal forte valore simbolico: “Chi ci crede combatte, chi ci crede supera tutti gli ostacoli, chi ci crede vince”.
Il profilo di Michaela Di Donna
Michaela Di Donna vanta da anni un rapporto diretto con l’istituzione che oggi è chiamata a guidare. Sul sito ufficiale dell’Accademia viene indicata tra i docenti impegnati nelle discipline legate alla normativa dei beni culturali e dello spettacolo, con esperienza anche nel diritto ambientale, paesaggistico e degli appalti.
Nel corso della sua attività si è occupata di tutela del patrimonio artistico e culturale, pubblicando anche saggi dedicati al diritto dell’arte e alla valorizzazione dei beni culturali.
Il legame con la politica foggiana
Figura nota anche nel panorama politico locale, Di Donna è stata candidata con Forza Italia alle elezioni politiche del 2018 e, negli anni successivi, ha attraversato diverse esperienze nell’area del centrodestra. È cognata dell’ex sindaco di Foggia Franco Landella, marito della sorella Daniela.
Michaela Di Donna è inoltre figlia di Massimino Di Donna, storico dipendente dell’Accademia di Belle Arti di Foggia, scomparso nel 2019 dopo una lunga malattia.
Una fase delicata per l’Accademia
La nomina arriva in una fase complessa per l’Accademia foggiana, reduce da mesi di difficoltà amministrative legate proprio all’assenza del presidente e al rallentamento di diversi atti gestionali. Negli ultimi mesi erano emerse pubblicamente tensioni e ritardi sulla designazione ministeriale del nuovo vertice dell’istituzione.
L’arrivo di Di Donna alla guida dell’Accademia viene dunque letto anche come un tentativo di rilancio e normalizzazione dell’ente culturale cittadino.









