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Home - “Sentenza assurda, ma non sorprendente”: Sodrio attacca dopo il rigetto sulla querela di falso

“Sentenza assurda, ma non sorprendente”: Sodrio attacca dopo il rigetto sulla querela di falso

Il legale dei familiari di Filomena Bruno duro contro il Tribunale: “Lo Stato non ammetterà mai un errore così grave”. Si valuta lo stop alle azioni civili

Di Francesco Pesante
5 Maggio 2026
in Cerignola e 5 Reali Siti, Cronaca
Sodrio e Bruno; sullo sfondo i carabinieri sul luogo del femminicidio

Sodrio e Bruno; sullo sfondo i carabinieri sul luogo del femminicidio

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Il Tribunale civile di Bari ha rigettato la querela di falso presentata dai familiari di Filomena Bruno, la donna uccisa il 28 ottobre 2019 a Orta Nova dall’ex genero Cristoforo Aghilar, poi condannato all’ergastolo. Una decisione destinata a pesare anche sul procedimento principale con cui i congiunti avevano chiesto il risarcimento dei danni allo Stato.

La decisione del Tribunale

La sentenza, emessa dalla Terza sezione civile, ha respinto le contestazioni avanzate contro alcune relazioni di servizio dei carabinieri, ritenute dai familiari non veritiere nella parte in cui si afferma che alla vittima fosse stata prospettata una collocazione in una casa protetta, poi rifiutata.

Secondo i giudici, non è stata raggiunta una prova “piena e rigorosa” della falsità degli atti pubblici, che restano quindi assistiti da fede privilegiata. Le testimonianze e gli elementi portati dagli attori sono stati considerati insufficienti, in quanto ritenuti indiziari o non decisivi.

Il Tribunale ha inoltre evidenziato che la mancata adesione della donna a una eventuale soluzione di protezione non sarebbe implausibile, anche alla luce delle condizioni familiari, tra cui la presenza di un figlio disabile a carico.

Per queste ragioni, la querela è stata rigettata e i familiari condannati al pagamento delle spese legali, quantificate in oltre 3.800 euro, oltre a una sanzione pecuniaria.

Il contesto: la richiesta di risarcimento allo Stato

L’azione giudiziaria nasce nell’ambito del procedimento civile con cui i congiunti di Filomena Bruno hanno chiesto il risarcimento dei danni al Ministero dell’Interno e al Ministero della Difesa, ritenendo che vi siano state omissioni da parte dei carabinieri nei giorni precedenti al delitto.

Secondo la ricostruzione dei familiari, la donna aveva denunciato minacce e chiesto protezione, senza però ricevere misure concrete come l’inserimento in una struttura protetta. Un punto centrale della vicenda, su cui si è concentrata la querela di falso.

La reazione dell’avvocato Sodrio

Durissima la reazione del legale dei familiari, Michele Sodrio, che parla apertamente di una decisione incomprensibile. “Una sentenza assurda che però non mi sorprende”, ha dichiarato.

Il legale sottolinea come, a suo avviso, non siano state valorizzate le numerose testimonianze raccolte sia nel processo penale sia nel giudizio civile, tutte orientate – secondo la difesa – a dimostrare che Filomena Bruno non avrebbe mai ricevuto una proposta concreta di protezione.

“Questa verità per noi è certa – afferma – ed è ben conosciuta dallo Stato italiano, che però non ammetterà mai con i suoi organi ed i suoi tribunali un errore così tragico e così grave”.

Le conseguenze e i prossimi passi

Alla luce della decisione, l’avvocato Sodrio ha annunciato che proporrà ai suoi assistiti di rinunciare all’appello e a ulteriori azioni civili, per evitare ulteriori condanne alle spese legali.

“La decisione sulle informative dei carabinieri, tirate fuori solo anni dopo l’omicidio, fa venire meno ogni speranza anche per la causa principale”, ha aggiunto.

Resta, secondo la difesa, solo la strada dell’indennizzo previsto dalla normativa europea per i familiari delle vittime di femminicidio, nella speranza che almeno su questo fronte possa arrivare un riconoscimento.

Un caso che resta aperto nel dibattito pubblico

La vicenda di Filomena Bruno continua a sollevare interrogativi sul sistema di protezione delle vittime di violenza. Un caso che, al di là dell’esito giudiziario, resta al centro del dibattito pubblico sul ruolo delle istituzioni nella prevenzione dei femminicidi.

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Tags: carabinieriCristoforo AghilarcronacafemminicidioFilomena BrunoMichele SodrioOrta NovarisarcimentoTribunale Bari
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