Un esposto che punta il dito contro la gestione dell’Associazione Italiana Arbitri a livello locale e che riaccende il dibattito sulla credibilità del sistema arbitrale. A sollevarlo è l’ex arbitro Antonio Narciso, che ha inviato una segnalazione alle redazioni denunciando presunte criticità nella sezione AIA di Foggia, supportando le sue affermazioni con due provvedimenti ufficiali della Procura Federale FIGC.
Le sanzioni al presidente di sezione
Al centro della vicenda c’è Giuseppe D’Antuono, presidente della sezione AIA di Foggia, destinatario di due distinti procedimenti disciplinari conclusi con patteggiamento.
Il primo, contenuto nel Comunicato Ufficiale n. 252/AA, riguarda una sospensione di 20 giorni per aver nominato all’interno degli organi tecnici sezionali un soggetto ritenuto incompatibile secondo regolamento, in quanto destinatario in precedenza di una sanzione disciplinare rilevante.
Il secondo provvedimento, Comunicato Ufficiale n. 360/AA, prevede ulteriori 15 giorni di sospensione per irregolarità nella gestione delle valutazioni tecniche degli osservatori arbitrali e per violazioni legate al rispetto delle tempistiche della stagione sportiva.
Le accuse: “Patteggiamento come scudo”
Nella sua segnalazione, Narciso contesta l’utilizzo dell’istituto del patteggiamento previsto dal Codice di Giustizia Sportiva, ritenuto uno strumento che consentirebbe ai dirigenti di evitare conseguenze più gravi.
“Con pochi giorni di sospensione concordata si mantiene la posizione”, sostiene l’ex arbitro, che parla apertamente di un sistema che “ha perso la bussola morale” e che dovrebbe essere riformato partendo proprio dalle realtà locali.
Il nodo della credibilità del sistema
La denuncia si inserisce in un contesto più ampio, quello della crisi di fiducia nei confronti del sistema arbitrale italiano. Secondo l’autore dell’esposto, i problemi non nascerebbero ai vertici, ma nelle sezioni territoriali, dove si formano e operano gli arbitri.
Un passaggio che, secondo Narciso, incide direttamente anche sull’esempio dato ai giovani: “È questo il modello per chi scende in campo ogni domenica a fare il giudice della legalità?”, si chiede.
Un appello a fare luce
L’ex arbitro conclude invitando a fare chiarezza sulla gestione della sezione foggiana, sottolineando come il silenzio su queste vicende possa contribuire a mantenere inalterate dinamiche considerate distorte.
Al momento non risultano repliche ufficiali da parte della sezione AIA di Foggia o dei diretti interessati.










