Foggia resta sospesa tra sgomento e attesa. A tre giorni dall’omicidio di Annibale “Dino” Carta, il personal trainer di 42 anni ucciso la sera del 13 aprile in via Caracciolo, non c’è ancora un movente né un responsabile.
A scuotere ulteriormente il caso è stato l’audio registrato da una telecamera di sorveglianza a circa trenta metri dal luogo del delitto. Nella registrazione si sentono voci sovrapposte, poi una frase nitida: “Ma che fai? Mi spari?”, seguita da quattro colpi di pistola. Subito dopo, un’altra voce: “Non ti vengo a disturbare mai più. Te lo giuro”.
Prima degli spari, emergono anche frasi su un cane e una discussione tra uomo e donna. Un dettaglio che apre scenari nuovi: tra le piste al vaglio degli investigatori ci sarebbe anche quella dei futili motivi, forse legati proprio a questioni quotidiane, persino al cane della vittima.
Ma su quell’audio regna la cautela. Gli investigatori non confermano che si tratti delle voci di Carta o del suo assassino. La famiglia è netta: “Non è la voce di Dino”. E anche la procura invita a non trarre conclusioni affrettate.
Il procuratore capo Enrico Infante parla di un’indagine complessa, fuori dagli schemi: nessun collegamento, almeno per ora, con ambienti criminali. Un delitto che non si lascia incasellare.
Sul fronte investigativo, nessuna conferma su sospettati. Smentite anche le voci su persone portate in caserma. I carabinieri continuano a lavorare nel massimo riserbo.
Intanto emergono nuovi elementi sulla fuga. Il presunto killer sarebbe stato ripreso mentre si allontana a bordo di una bicicletta o forse di un monopattino, dettaglio ancora da chiarire.
Sul luogo dell’agguato sono stati trovati quattro bossoli e un caricatore di pistola, probabilmente perso durante la fuga.
Gli investigatori stanno scavando nella vita privata e lavorativa della vittima, un uomo incensurato, sposato, padre di due figlie, benvoluto e attivo anche nel volontariato.
Tra gli spunti riesaminati, anche un episodio del 2023 avvenuto nella stessa strada, ma senza riscontri concreti.
Un profilo pulito, quello di Dino Carta, che rende ancora più difficile spiegare un’esecuzione avvenuta sotto casa, mentre portava a spasso il cane.
Foggia resta in attesa. E il delitto di via Caracciolo, per ora, resta un giallo senza risposta.









