Si apre un nuovo fronte nella governance della Banca di Credito Cooperativo di San Giovanni Rotondo, dopo la decisione del Tribunale di Bari di sospendere le operazioni elettorali per il rinnovo degli organi sociali. Ma la banca, attraverso una nota ufficiale, precisa la propria posizione e ridimensiona la portata del provvedimento.
La posizione della banca: “Provvedimento provvisorio e senza contraddittorio”
Nel documento diffuso il 15 aprile, l’istituto sottolinea come il decreto del Tribunale sia stato adottato in via provvisoria e senza il preventivo contraddittorio, cioè sulla base delle sole ragioni dei ricorrenti. La BCC evidenzia inoltre che la questione sarà affrontata nel merito il prossimo 5 maggio, data già fissata per l’udienza, quando l’istituto potrà esporre compiutamente le proprie ragioni e difese. Un passaggio centrale, questo, con cui la banca invita a considerare il provvedimento come non definitivo.
Assemblea confermata: stop solo al rinnovo delle cariche
Altro elemento chiave chiarito dalla BCC riguarda l’ambito della sospensione. Il blocco disposto dal giudice riguarda esclusivamente il punto all’ordine del giorno relativo al rinnovo delle cariche sociali. Tutti gli altri punti dell’assemblea convocata per il 30 aprile restano confermati, in particolare l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2025, che si svolgerà regolarmente. La banca ribadisce infine la propria fiducia nell’Autorità giudiziaria e comunica di aver affidato la difesa al legale Giuseppe Trisorio Liuzzi.
Il ricorso e lo stop del Tribunale
Il provvedimento del Tribunale di Bari, firmato dalla giudice Roberta Moramarco, è arrivato a seguito del ricorso presentato da un gruppo di soci e candidati esclusi dalla competizione elettorale. Al centro della contestazione, una serie di presunte irregolarità nel procedimento, tra cui l’incertezza sul quorum richiesto per la presentazione delle liste, modifiche non formalizzate e criticità operative nella raccolta delle firme. La lista esclusa, “Noi Soci BCC S.G.R. – Gruppo Cassa Centrale Banca”, aveva raccolto 363 firme, di cui 341 ritenute valide, a fronte di un quorum fissato dalla banca al 20% (pari a 458 firme), percentuale contestata dai ricorrenti. Il giudice ha ritenuto sussistente il fumus boni iuris, cioè la possibilità che le contestazioni siano fondate, sospendendo sia le elezioni sia l’efficacia dell’esclusione della lista.
Prossima tappa il 5 maggio
La vicenda resta ora nelle mani del Tribunale, che il 5 maggio dovrà decidere se confermare, modificare o revocare la sospensione. Fino ad allora, il rinnovo degli organi sociali resta congelato, mentre la banca si prepara a difendere la correttezza del proprio operato in sede giudiziaria.










