La Puglia si prepara a essere protagonista al Vinitaly 2026, in programma a Verona dal 12 al 15 aprile, con una presenza sempre più strutturata e competitiva. Saranno 103 le aziende vitivinicole pugliesi presenti nel Padiglione 11, a conferma del peso crescente del comparto enologico regionale nello scenario nazionale e internazionale.
Un sistema produttivo solido, sostenuto da numeri importanti e da una strategia che punta su qualità, sostenibilità e apertura ai mercati esteri.
Numeri da protagonista nel panorama nazionale
Secondo i dati elaborati da Unioncamere Puglia su base Ismea, la regione conta oltre 90mila ettari vitati, risultando la terza in Italia dopo Veneto e Sicilia.
Sul fronte produttivo, nel 2024 sono stati registrati 7,6 milioni di ettolitri tra vini e mosti, che collocano la Puglia al secondo posto nazionale per volumi. Il valore della produzione del solo vino raggiunge i 315 milioni di euro, con margini di crescita legati al rafforzamento dei segmenti di qualità.
Boom del biologico e attenzione alla sostenibilità
Tra gli elementi più significativi emerge la crescita del biologico, che ha superato i 18mila ettari certificati, quasi raddoppiati rispetto al 2013.
Un segnale chiaro della direzione intrapresa dalle imprese pugliesi, sempre più orientate verso modelli sostenibili e capaci di intercettare una domanda internazionale attenta alla qualità e all’impatto ambientale.
Export in crescita e nuovi mercati
L’export di vini e mosti ha raggiunto i 231 milioni di euro nel 2024, con una presenza consolidata nei mercati dell’Europa centrale, in particolare in Germania, seguita da Svizzera, Stati Uniti, Paesi Bassi e Belgio.
Restano ampi margini di sviluppo nei mercati anglosassoni, dove il vino pugliese punta a rafforzare il proprio posizionamento.
Paolicelli: “Un’altra dimensione del gusto”
“Quest’anno portiamo al Vinitaly ‘un’altra dimensione del gusto’”, ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli, sottolineando la volontà di guardare al futuro valorizzando l’intero sistema produttivo.
“Una visione che unisce grandi aziende e piccole cantine, espressione della coralità e dell’eccellenza della viticoltura pugliese”, ha aggiunto.
Non solo vino: turismo, cultura e identità
Accanto alla produzione vitivinicola, la Puglia porterà a Verona anche altri elementi identitari, come le ceramiche artigianali, per raccontare una vera e propria “Puglia Experience”.
Ampio spazio sarà dedicato all’enoturismo, con incontri e approfondimenti guidati da esperti del settore, oltre a showcooking quotidiani e degustazioni nell’enoteca regionale.
Incontri B2B e strategia internazionale
Tra i momenti chiave della manifestazione ci saranno gli incontri B2B del 13 e 14 aprile, con 20 buyer internazionali provenienti da mercati strategici come Brasile, Argentina, Regno Unito e Germania.
Gli incontri, organizzati tramite la piattaforma digitale B2Match, saranno strutturati in appuntamenti one-to-one per favorire relazioni commerciali mirate e di qualità.
Di Bisceglie: “Vinitaly piattaforma strategica”
“Il Vinitaly rappresenta uno strumento fondamentale per rafforzare il posizionamento del vino pugliese”, ha sottolineato la presidente di Unioncamere Puglia Luciana Di Bisceglie, evidenziando il ruolo dell’ente nel supportare le imprese e favorire sinergie tra vino, turismo e cultura.
Una vetrina internazionale che diventa anche occasione concreta di crescita, in un contesto globale sempre più competitivo.











