Dopo giorni di polemiche, arriva la replica di Vincenzo Ferullo, ex consigliere comunale di Apricena, decaduto dal suo incarico con voto del Consiglio lo scorso 27 marzo. In una lunga dichiarazione pubblica, Ferullo respinge le accuse e parla apertamente di una “manovra politica” per estrometterlo e riequilibrare la maggioranza.
“Accuse false e strumentali”
“La realtà dei fatti!”, esordisce Ferullo, rivendicando la necessità di chiarire la propria posizione. “Il Consiglio comunale ha decretato la mia decadenza, o meglio estromissione, con un atto volto a favorire l’ingresso di Paolo Dell’Erba“.
Secondo l’ex consigliere, le motivazioni ufficiali non sarebbero fondate. “Mi è stato contestato di essere la causa dei problemi del cimitero di Apricena in quanto dipendente della ditta incaricata dei lavori. Questa è una falsità”, afferma.
Ferullo precisa: “Non sono mai stato dipendente della Glob.Ser. e non ho firmato alcun verbale sullo stato di avanzamento dei lavori. Ho firmato solo documenti tecnici sulla sicurezza”.
Lo scontro con il sindaco
Nel mirino dell’ex consigliere finisce direttamente il sindaco, accusato di essersi nascosto “dietro presunti pareri tecnici” e di aver costruito un impianto accusatorio senza basi.
“Il sindaco spieghi piuttosto perché il Comune non ha pagato i lavori nonostante abbia già incassato i soldi dai cittadini”, incalza Ferullo.
L’ex consigliere denuncia anche pressioni ricevute prima della decadenza. “Sono stato invitato a dimettermi perché c’era il rischio di una richiesta danni. Il giorno dopo è arrivata una diffida da 500mila euro. Se non è intimidazione questa, ditemi voi cos’è”.
“Obiettivo rafforzare la maggioranza”
Secondo Ferullo, la sua estromissione avrebbe una finalità politica precisa. “L’obiettivo è rafforzare la maggioranza con Dell’Erba per avere un voto in più, soprattutto in vista del Bilancio e del Piano urbanistico”.
Una lettura che l’ex consigliere lega anche a possibili equilibri interni all’amministrazione.
La battaglia legale
Ferullo annuncia di voler proseguire la vicenda nelle sedi opportune. “Mi rimetto al giudizio dei magistrati. Se avrò ragione, agirò affinché i responsabili paghino personalmente, senza gravare sulla collettività”.
Il clima politico in città
Nella parte finale della sua dichiarazione, l’ex consigliere parla di un clima pesante anche sul piano personale. “Mi addolora vedere la politica invadere il privato. I tentativi di isolamento e le limitazioni alla libertà di parola sono segnali preoccupanti”.
Una vicenda che resta aperta e destinata a sviluppi, anche sul piano giudiziario, mentre il dibattito politico ad Apricena continua ad accendersi.










