Nel dibattito sulla crisi della sanità pugliese entra con forza il tema del ruolo delle strutture private accreditate. A rilanciarlo è Fabio Margilio, presidente regionale dell’Associazione italiana ospedalità privata, che torna a chiedere alla Regione l’eliminazione dei tetti di spesa per le prestazioni sanitarie, indicandoli come uno dei principali ostacoli alla riduzione della mobilità passiva. Le sue dichiarazioni, riportate da La Repubblica, si inseriscono in un confronto sempre più acceso sulle responsabilità del sistema sanitario regionale e sulle possibili soluzioni per trattenere i pazienti in Puglia.
Il nodo dei tetti di spesa
Secondo Margilio, il limite imposto alle strutture private accreditate impedisce di assorbire una parte significativa della domanda sanitaria, costringendo molti cittadini a rivolgersi fuori regione. Un paradosso, secondo il presidente Aiop, che evidenzia come la Puglia finisca per sostenere costi elevati per prestazioni erogate altrove, mentre le strutture locali restano vincolate da limiti di spesa.
Mobilità passiva e fuga dei pazienti
La mobilità passiva resta uno dei principali problemi del sistema sanitario pugliese. Margilio sostiene che, senza i vincoli attuali, le cliniche private accreditate potrebbero contribuire a ridurre significativamente il fenomeno, offrendo cure direttamente sul territorio. A incidere sulla scelta dei pazienti, però, non sarebbero solo le liste d’attesa, ma anche fattori legati al comfort e alla qualità percepita delle strutture.
Il ruolo dei poliambulatori e del mercato
Un altro elemento evidenziato riguarda la crescita dei poliambulatori privati non accreditati, sempre più diffusi anche nei piccoli centri. Strutture che, secondo Margilio, attirano professionisti da fuori regione e fungono da ponte verso cliniche del Centro-Nord. Un fenomeno che, a suo avviso, contribuisce a spostare ulteriormente i flussi sanitari fuori dalla Puglia.
Squilibri e competizione nazionale
Nel confronto con le grandi realtà sanitarie del Nord, Margilio sottolinea il divario in termini di risorse e tecnologie, con gruppi imprenditoriali più forti e dotati di macchinari avanzati. Una differenza che, insieme ai vincoli di spesa, renderebbe meno competitiva l’offerta sanitaria pugliese.
Il confronto con le istituzioni
Il presidente Aiop respinge le accuse di utilizzare il ricatto occupazionale per ottenere maggiori risorse, ribadendo la necessità di un dialogo costruttivo con la Regione. Al centro della richiesta resta la revisione del sistema attuale, con l’obiettivo di rendere più efficiente l’offerta sanitaria e limitare la fuga dei pazienti verso altre regioni. Una posizione che riaccende il dibattito sul rapporto tra pubblico e privato nella sanità, in un momento in cui il sistema regionale è chiamato a trovare soluzioni concrete alle criticità strutturali.









