Dove dovrebbe esserci pesce, arrivano plastica e rifiuti. È quanto accaduto al trabucco di Molinella, a Vieste, dove dopo una forte mareggiata la rete è stata tirata su con un carico inatteso: scarti di plastica provenienti dagli impianti di miticoltura lungo la costa adriatica.
Un episodio che ha lasciato sgomenti i trabuccolanti, abituati a vedere nelle mareggiate un’opportunità di pesca abbondante.
“Abbiamo pescato solo plastica”
“Altro che pesce in più, abbiamo pescato un quantitativo impressionante di reste”, raccontano con amarezza. Una situazione definita “insostenibile per il nostro mare”.
A parlare è anche Peppino Lancianese, storico trabuccolante di Molinella, che non nasconde rabbia e delusione: “Ormai sul nostro trabucco non si pesca più pesce, solo rifiuti e plastica. E la rete è tutta rotta. Stanno uccidendo il mare”.
L’allarme per l’ecosistema marino
L’episodio riaccende i riflettori sull’impatto ambientale delle attività lungo la costa e sulla gestione dei rifiuti in mare.
Secondo i trabuccolanti, la presenza crescente di materiali plastici non solo compromette la pesca, ma rappresenta un grave rischio per l’intero ecosistema marino.
L’appello alle istituzioni
A lanciare un appello è Matteo Silvestri, presidente dell’associazione Rinascita dei Trabucchi: “Dobbiamo avere tutti più rispetto per l’ecosistema marino, altrimenti è la fine”.
Silvestri chiede interventi concreti: “Alle istituzioni chiediamo più attenzione e più controlli”.
Il richiamo alla sostenibilità
Un messaggio diretto anche agli operatori del settore: “Ai titolari degli impianti di miticoltura chiediamo di essere più parsimoniosi e sostenibili”.
Un invito a cambiare approccio per evitare che il mare continui a trasformarsi in un contenitore di rifiuti, mettendo a rischio una tradizione secolare come quella dei trabucchi e l’equilibrio dell’ambiente costiero.












