Il caro carburante mette in difficoltà la marineria di Manfredonia e rischia di fermare una delle attività economiche più importanti della città. A lanciare l’allarme è il sindaco Domenico La Marca, che ha espresso solidarietà ai pescatori sipontini e ha chiesto interventi urgenti per sostenere il comparto.
Negli ultimi mesi i costi operativi delle imbarcazioni sono aumentati sensibilmente, con il gasolio che incide sempre di più sui bilanci degli armatori. Una situazione aggravata anche dal conflitto in Medio Oriente e dalle tensioni sui mercati energetici, che stanno mettendo sotto pressione il settore della pesca in tutta Italia.
La marineria di Manfredonia in difficoltà
La pesca rappresenta storicamente uno dei pilastri economici e identitari della città sipontina. Tuttavia negli ultimi decenni la flotta locale si è ridotta drasticamente: dai oltre 400 pescherecci presenti negli anni Novanta si è passati oggi a circa 130 imbarcazioni.
Secondo gli operatori del settore, se i costi del carburante continueranno a crescere senza misure di sostegno, molte barche potrebbero essere costrette a rimanere in porto con conseguenze pesanti per l’intera filiera.
L’appello del sindaco
“La pesca è parte della nostra identità e della nostra economia – ha dichiarato La Marca –. Non possiamo permettere che il caro carburanti metta in ginocchio un settore che dà lavoro a tante famiglie. Siamo al fianco dei pescatori e pronti a sostenere ogni iniziativa utile a tutelare la marineria di Manfredonia”.
L’impatto sull’economia locale
Sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore allo sviluppo economico Matteo Gentile, che ha evidenziato i possibili effetti della crisi sull’economia cittadina.
“Dietro ogni imbarcazione – ha spiegato – c’è una filiera fatta di lavoratori, imprese, mercati ittici, ristorazione e attività commerciali. Se i pescherecci restano in porto, l’impatto si ripercuote su tutto il sistema economico della città”.
Gli operatori del comparto chiedono ora misure di sostegno concrete, come agevolazioni sul carburante o contributi straordinari, per evitare il blocco delle attività e garantire la continuità di un settore fondamentale per l’economia del territorio.













