Si è tenuto questa mattina nel carcere di Foggia l’interrogatorio di garanzia di Ciro Caliendo, l’imprenditore sanseverese indagato per l’omicidio della moglie Lucia Salcone, deceduta la sera del 27 settembre 2024 lungo la provinciale 13 in agro di San Severo. L’episodio, inizialmente presentato come un incidente stradale, è al centro di una complessa inchiesta della procura.
Caliendo ha risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari De Simone e del pubblico ministero Cicala mostrando “massima collaborazione”, come riferito dai legali presenti. Secondo la sua versione, confermata con coerenza agli inquirenti, non vi sarebbe alcuna volontarietà nel fatto: si sarebbe trattato di un tragico incidente stradale.
Durante l’interrogatorio, l’imprenditore ha spiegato che, subito dopo l’impatto, ha compiuto ogni sforzo possibile per prestare soccorso alla moglie, tentando invano di fermare altri automobilisti di passaggio. La sua difesa ha sottolineato la collaborazione fornita durante tutti gli accertamenti.
La lettera alla nipote e le valutazioni della difesa
Un passaggio dell’interrogatorio ha riguardato anche una lettera indirizzata alla nipote in cui Caliendo menzionava presunti “strani riti con il sangue mestruale” da parte della famiglia della moglie. Su questo punto, gli avvocati difensori Angelo Masucci e Simone Moffa, presenti all’udienza, si sono riservati di acquisire e valutare il contenuto e il contesto del documento, per formulare eventuali osservazioni da presentare nel prosieguo delle indagini.
Caliendo ha confermato l’esistenza di problemi e attriti nel rapporto di coppia, circostanza che non ha mai negato, ma ha respinto con fermezza qualsiasi labilità che possa far pensare a un gesto volontario. “Lui era comunque legato alla moglie e non riusciva a lasciarla”, riferiscono fonti della difesa. Nel corso dell’interrogatorio, l’imprenditore è apparso provato dall’esperienza vissuta, ma lucido e collaborativo.
I legali non hanno presentato istanza di scarcerazione. “Abbiamo necessità di confrontarci con i nostri consulenti sulla questione delle perizie tecniche. Ci sono oltre 10mila pagine di fascicolo, l’80% delle quali è composto da perizie tecniche. Dobbiamo necessariamente confrontarci con i nostri tecnici”.










