Un pagamento di 427.382,50 euro disposto dal Comune di San Giovanni Rotondo a favore dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione è finito al centro di un esposto indirizzato a diverse autorità istituzionali, tra cui la Procura regionale della Corte dei Conti, la Prefettura e l’Autorità nazionale anticorruzione.
La vicenda riguarda una cartella relativa a presunti debiti IVA dell’Ente. Secondo quanto ricostruito nella documentazione trasmessa, il 6 novembre 2023 il tesoriere comunale avrebbe provveduto al versamento della somma, comprensiva di interessi di mora, a seguito di un atto di riscossione emesso dall’Agenzia. Il pagamento sarebbe stato disposto mediante mandati firmati dal dirigente dell’area finanziaria, Nicola D’Elia.
Il nodo del debito fuori bilancio
Il punto centrale sollevato nell’esposto riguarda la qualificazione giuridica del debito. Si ipotizza infatti che la somma rientrasse tra i cosiddetti debiti fuori bilancio. In tal caso, l’articolo 194 del Testo unico degli enti locali prevede uno specifico iter: il riconoscimento formale da parte del Consiglio comunale attraverso apposita deliberazione.
Dagli atti richiamati emergerebbe che tale passaggio consiliare non risulterebbe adottato prima del pagamento. In particolare, si evidenzia che, qualora il debito non fosse riconducibile alla fattispecie delle “sentenze esecutive” ma alla diversa ipotesi prevista dalla lettera e) del comma 1 dell’articolo 194 (acquisizione di beni e servizi in violazione dell’articolo 191 TUEL), sarebbe stato necessario un preventivo riconoscimento consiliare.
Proprio su questo aspetto si concentra la richiesta di accertamento, con l’obiettivo di verificare se la procedura seguita sia stata conforme alle disposizioni normative vigenti.
Le richieste di chiarimento del Segretario generale
Nel settembre 2024 il Segretario generale dell’Ente avrebbe formalmente chiesto chiarimenti in merito all’avvenuto pagamento, alle modalità adottate e alle attività poste in essere dall’ufficio finanziario prima della corresponsione della somma. La comunicazione sarebbe stata trasmessa anche alla Giunta comunale e al Collegio dei revisori dei conti.
In una successiva nota del 25 ottobre 2024, il Segretario generale avrebbe preso atto dell’avvenuto pagamento e contestato l’assenza della preventiva deliberazione consiliare, ritenuta necessaria qualora si fosse trattato di debito fuori bilancio ai sensi dell’articolo 194 TUEL. Nella stessa comunicazione si evidenzierebbe l’omessa attivazione della procedura consiliare e gli atti sarebbero stati inoltrati alla Procura della Corte dei Conti per le valutazioni di competenza.
Viene inoltre segnalata, sempre nell’esposto, la presunta assenza di iniziative difensive o contestazioni prima del pagamento, qualora l’imposta non fosse dovuta, e una mancata piena evidenza della vicenda nei documenti contabili dell’Ente. Si tratta di circostanze che potrebbero essere oggetto di verifica da parte degli organi competenti.
Il ruolo dell’ex sindaco e degli organi di controllo
Tra i punti oggetto di richiesta di accertamento vi è anche il ruolo dell’allora sindaco pro tempore, Filippo Barbano. La comunicazione del 16 settembre 2024, infatti, sarebbe stata indirizzata anche a lui in qualità di capo dell’amministrazione.
L’esposto chiede di verificare se l’ex primo cittadino fosse a conoscenza della vicenda e quali eventuali iniziative abbia assunto per garantire il rispetto della procedura prevista dall’articolo 194 TUEL e per assicurare una corretta informazione al Consiglio comunale.
Analoghe verifiche vengono sollecitate in relazione alla Giunta comunale e al Collegio dei revisori dei conti, con particolare riferimento all’esercizio delle funzioni di vigilanza sugli equilibri di bilancio e sulla regolarità della gestione finanziaria.
Le verifiche richieste alle autorità
L’esposto chiede alle autorità competenti di accertare compiutamente i fatti, verificare la legittimità del pagamento effettuato in assenza della preventiva deliberazione consiliare, valutare l’eventuale sussistenza di un danno erariale e approfondire possibili profili di responsabilità amministrativo-contabile.
Al momento non risulterebbero provvedimenti conclusivi né contestazioni formali a carico di singoli soggetti. La vicenda è ora al vaglio degli organi istituzionali competenti, che dovranno stabilire se vi siano state irregolarità procedurali o se il pagamento sia stato disposto nel rispetto della normativa vigente.
L’intera questione si inserisce in una fase amministrativa delicata per il Comune. Saranno gli accertamenti ufficiali a chiarire la correttezza dell’iter seguito e l’eventuale sussistenza di responsabilità.











