Le dichiarazioni sulla cultura a pagamento hanno acceso la miccia. E ora Vincenzo Schettini, professore influencer da oltre 3,4 milioni di follower, si trova al centro di una polemica che dal web è arrivata fino tra i banchi di scuola. Intanto, dai canali YouTube de “La fisica che ci piace”, il progetto che lo ha reso celebre, sono stati rimossi oltre cento video.
Il caso è esploso dopo una serie di testimonianze riportate anche da Repubblica Bari, che ha raccolto il racconto di ex studenti dell’Istituto “Luigi dell’Erba” di Castellana Grotte, dove Schettini ha insegnato per anni. Alcuni difendono con forza il docente, altri invece descrivono un’esperienza didattica problematica.
Le accuse: “Voti legati ai like e ai video”
Una ex studentessa, che ha preferito restare anonima, racconta di lezioni molto brevi e di un ricorso costante ai contenuti online per completare lo studio. Secondo la sua testimonianza, durante le interrogazioni sarebbero state richieste nozioni presenti esclusivamente nei video YouTube del docente.
“Ci diceva di guardare i video perché non c’era abbastanza tempo per spiegare tutto in classe”, riferisce. E ancora: “Il voto alto lo si doveva raggiungere con i like, seguendo le live, commentando. Si poteva ottenere fino a un punto in più alle interrogazioni”.
Nel racconto emergono contest online, premi come maglie o libri autografati e un sistema di “report” con screenshot per dimostrare l’interazione con il canale. “Chi andava bene nella materia non poteva aspirare a più di otto solo con lo studio”, sostiene la studentessa, che parla di un meccanismo vissuto come penalizzante.
Schettini ha replicato pubblicamente, portando la voce di altri ex alunni che invece hanno difeso il suo metodo, definendolo innovativo e coinvolgente.
Il prof influencer pugliese
Schettini è pugliese, risiede stabilmente a Monopoli: il padre è originario di Putignano e la madre di Castellana Grotte. Negli ultimi anni è diventato uno dei volti più noti della divulgazione scientifica sui social, ospite frequente di eventi, trasmissioni televisive e incontri nelle scuole, anche nel Foggiano, dove è stato invitato più volte per lezioni-spettacolo dedicate alla fisica.
Il suo progetto “La fisica che ci piace” ha trasformato formule e teorie in contenuti virali, con milioni di visualizzazioni e una community molto attiva.
Il caso mediatico e l’inchiesta di Selvaggia Lucarelli
La vicenda ha assunto dimensione nazionale anche perché in questi giorni la giornalista Selvaggia Lucarelli sta dedicando un’inchiesta alla figura del professore influencer, approfondendo le dinamiche tra attività didattica, monetizzazione e comunicazione digitale.
Le polemiche si intrecciano con il tema più ampio della “cultura a pagamento” e del confine tra divulgazione gratuita e business online, un dibattito che tocca il mondo della scuola, dell’università e dei creator digitali.
Intanto resta il confronto acceso tra chi considera Schettini un innovatore capace di avvicinare migliaia di giovani alla scienza e chi, invece, solleva dubbi sul metodo didattico adottato in aula.
Il caso, partito dai social, continua ad allargarsi. E ora la discussione non riguarda più soltanto i video rimossi, ma il rapporto tra scuola, influencer e nuovi modelli di insegnamento.










