La Puglia scende da 54 a 33 comuni montani, la provincia di Foggia da 41 a 26. Sono gli effetti della legge sulla Montagna, la famigerata Legge Calderoli che riduce drasticamente i comuni classificati montani, penalizzando soprattutto l’Appennino meridionale. In Capitanata a farne le spese è l’area dei Monti Dauni, un po meno l’area interna del Gargano. Sull’appennino dauno con la nuova legge sono stati tagliati i comuni di Casalvecchio, Casalnuovo, Castelnuovo, Troia, Carlantino, Ascoli Satriano, Candela e Castelluccio dei Sauri; sul Gargano non sono più comuni montani Cagnano, Carpino, Ischitella, Peschici, San Nicandro, Rignano e Vieste.
Come si traduce tutto ciò? A questi comuni verranno tagliati risorse e finanziamenti, e parliamo di realtà che, in molti casi, vedono l’ospedale più vicino distare anche 100 chilometri. Inutile dire che i nuovi parametri tagliano fuori quasi tutti i comuni delle aree interne. Sul caso abbiamo ascoltato il vice presidente di Anci Puglia e sindaco di Casalvecchio, Noè Andreano. “Chi usa toni trionfalistici per l’attuazione di questa legge, sbaglia. In Puglia e in tutta la provincia di Foggia che è quella con più area montana i comuni tagliati sono tanti, anche se rispetto alla prima bozza un leggero miglioramento c’è stato. A questo punto solo le regioni possono venire in aiuto a chi è stato escluso dalla possibilità di usufruire di importanti misure della legge sulla montagna. Una vera e propria batosta per i comuni, soprattutto dei Monti Dauni che non potranno beneficiare di incentivi per i medici, per gli insegnanti, fiscalità agevolata per le imprese”. Al vice presidente di Anci Puglia chiediamo perchè, come sul Gargano, ci sono comuni marittimi inseriti nella lista. “Lo prevede la legge, sono stati individuati criteri di altimetria e pendenza che hanno generato storture e malcontenti. Ripeto, noi come ANCI lavoreremo per convincere le regioni a venire in soccorso a chi è rimasto fuori”.












