La ripartizione dei seggi alle ultime elezioni regionali pugliesi finisce al centro di una raffica di ricorsi al Tar di Bari, riportando sotto i riflettori i limiti di una legge elettorale che, tornata dopo tornata, continua a generare contestazioni e interpretazioni controverse. Come ricostruito anche da La Gazzetta del Mezzogiorno, nelle scorse ore Alleanza Verdi e Sinistra ha depositato un’istanza formale contro l’attuale normativa che regola l’assegnazione dei 50 scranni in Consiglio regionale.
Il ricorso di Alleanza Verdi e Sinistra
A rendere nota l’iniziativa sono stati Mino Di Lernia, segretario regionale di Sinistra Italiana Puglia, insieme a Rosa D’Amato e Riccardo Rossi, co-portavoce regionali di Europa Verde. Il ricorso, annunciato da tempo, arriva all’esito della distribuzione dei seggi successiva al voto di novembre. Avs ha ottenuto il 4,09 per cento dei consensi, ma secondo il meccanismo previsto dalla legge elettorale pugliese la ripartizione avviene rapportando le preferenze ai voti del presidente eletto. Un criterio che, nel caso specifico, ha ridotto la percentuale utile alla lista, impedendole di conquistare un seggio.
“Abbiamo sempre sostenuto che la legge elettorale regionale fosse scellerata e anche antidemocratica”, affermano in una nota congiunta Di Lernia, D’Amato e Rossi, “perché non rispecchia nel suo complesso la volontà degli elettori e la rappresentanza dei territori”. Secondo i dirigenti di Avs, la richiesta di riforma sarebbe stata più volte avanzata anche nella scorsa legislatura, senza però trovare risposte concrete. “C’è un’intera legislatura per lavorarci – concludono – e chiediamo al neo insediato Consiglio regionale di cominciare a farlo. Il ricorso al Tar lo dobbiamo ai nostri elettori, ai pugliesi e alla democrazia”.
Il caso Damascelli e l’ipotesi Consulta
Un ricorso articolato è stato presentato anche dall’ex consigliere regionale Domenico Damascelli, primo dei non eletti di Fratelli d’Italia in provincia di Bari. Il politico di Bitonto, assistito dagli amministrativisti Emilio Toma e Fernando Rodio, contesta l’assegnazione del secondo seggio della Bat, attribuito ad Andrea Ferri. Oltre a sollevare dubbi sull’applicazione della legge, Damascelli ipotizza il ricorso alla Consulta, ritenendo che il sistema possa determinare una limitazione del diritto alla rappresentanza in relazione ai voti effettivamente raccolti nei distretti provinciali.
Ricorsi trasversali e nodo rappresentatività
Nei giorni scorsi altre istanze sono state depositate anche dalla Lista Decaro presidente, con il ricorso presentato dall’assessore barese Francesca Bottalico, e dal consigliere regionale uscente Sergio Blasi, primo dei non eletti in provincia di Lecce. Quest’ultimo caso sarà discusso il prossimo 6 maggio.
La sequenza di ricorsi, provenienti da forze politiche diverse, rafforza l’urgenza di un intervento strutturale sulla legge elettorale pugliese. Una norma nata con l’obiettivo di tutelare le minoranze che, secondo molti osservatori, sta finendo per produrre effetti opposti, comprimendo la rappresentatività territoriale e alimentando un contenzioso destinato ora a essere esaminato dal tribunale amministrativo.












