Nel corso di un servizio di vigilanza marittima lungo la costa garganica, la Sezione Operativa Navale della guardia di finanza di Manfredonia, sotto il coordinamento del Reparto Operativo Aeronavale della guardia di finanza di Bari, ha sequestrato circa 1.200 ricci di mare pescati illegalmente nelle acque prospicienti una spiaggia del Comune di Mattinata.
L’intervento rientra nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto agli illeciti ambientali e si è concentrato sui siti costieri del Promontorio del Gargano, aree facilmente raggiungibili dall’entroterra attraverso strade secondarie e per questo particolarmente esposte a fenomeni di pesca di frodo.
Il controllo lungo la costa del Gargano
L’operazione, condotta con l’impiego di un’unità navale del Corpo, ha permesso di individuare due soggetti provenienti dalla provincia di Barletta Andria Trani, sorpresi mentre praticavano pesca subacquea illegale di ricci di mare nei fondali adiacenti a una spiaggia del territorio di Mattinata.
Dopo un’accurata perlustrazione dell’area, i finanzieri hanno accertato l’attività illecita e proceduto al sequestro dell’intero pescato e della bombola da sub utilizzata per l’immersione.
Sanzioni e ripopolamento dei fondali
Nei confronti dei due pescatori di frodo sono state elevate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 4.000 euro. I ricci di mare sequestrati sono stati immediatamente rigettati in mare, così da assicurarne la sopravvivenza e favorire il ripopolamento dei fondali, considerato il ruolo fondamentale di questi organismi nel mantenimento dell’equilibrio dell’ecosistema marino.
Divieto di pesca ancora in vigore
La guardia di finanza ha ricordato che la pesca del riccio di mare è attualmente vietata lungo tutte le coste pugliesi, proprio per consentire la ricostituzione della specie, messa a rischio da anni di prelievi indiscriminati.
Il Reparto Operativo Aeronavale di Bari continua a garantire un presidio costante delle acque territoriali, con particolare attenzione al contrasto della pesca fraudolenta e al successivo commercio illegale dei prodotti ittici, a tutela dell’ambiente marino, della salute pubblica e dell’economia legale.










