Faeto va oltre la tradizionale sagra e quest’anno in occasione dell’appuntamento con la festa d’inverno, ha organizzato un convegno per tornare a parlare di certificazione di qualità e di distretto del suino nero pugliese. Un convegno per approfondire il legame tra tempo, cura e relazioni come elementi fondamentali per costruire un futuro consapevole, in cui le tradizioni non siano nostalgia, ma risorsa viva per lo sviluppo dei territori interni. Un dialogo aperto tra cultura, agricoltura, gastronomia e identità locale, capace di parlare anche alle nuove generazioni e di rafforzare una visione d’area vasta che vede Faeto e i comuni viciniori protagonisti di una stessa strategia di rilancio della Daunia.
In primo piano l’importanza di aver costituito un Distretto per tutelare e valorizzare una filiera che racchiude allevamenti autoctoni e produzioni di qualità, dove il maiale nero dei Monti Dauni trova sempre più spazio. Durante l’incontro, al quale hanno preso parte diversi rappresentanti delle istituzioni, si è discusso di imprese e di prodotti di un territorio che non vuole arrendersi di fronte ai diversi problemi che attanagliano l’economia locale.
“Nei Monti Dauni – hanno detto in coro – ci sono tante piccole e medie imprese che continuano a produrre e che vogliono ottenere la certificazione di qualità”. E anche a Faeto è arrivata l’etichetta parlante presentata dal responsabile di Local Tourism, Enzo Dota, che si configura come un ponte tra agricoltura, cultura e turismo esperienziale. Il protocollo LocalTourism.it prevede che l’etichetta digitale non si limiti alla scheda aziendale, ma offra al consumatore un racconto integrato del territorio: punti di interesse, eventi, esperienze enogastronomiche e ricettive, trasformando il prodotto in biglietto da visita dell’intero contesto territoriale.











