Nel Foggiano cresce l’allarme per gli assalti ai bancomat compiuti con esplosivi da gruppi sempre più giovani. Questa mattina la Procura di Foggia e i carabinieri hanno illustrato i dettagli dell’operazione contro la cosiddetta “banda della marmotta”, una rete mobile di ragazzi poco più che ventenni accusati di far saltare in aria sportelli automatici anche fuori regione.
Secondo gli inquirenti, si tratta di un fenomeno in forte diffusione: oltre sessanta episodi in Puglia e circa venti soltanto nell’ultimo anno in provincia di Foggia.
Il gip di Foggia ha convalidato in parte i fermi eseguiti il 27 gennaio. Carcere confermato per Ivan Ameri, vent’anni di Borgo Mezzanone, e per Giovanni Di Gennaro, ventisei anni di Carapelle.
Scarcerati invece dopo tre giorni Michele Rendina, ventiquattro anni di Carapelle, e Salvatore Nicola Gervasio, ventenne di Orta Nova.
Nell’inchiesta compare anche Mattia Gervasio, ventitré anni, rintracciato e fermato a Catania.
Il gruppo è accusato di aver colpito tra settembre e ottobre 2025: un assalto fallito ad Ascoli Satriano, un colpo da 2.800 euro nel Beneventano e uno da 37mila euro nelle Marche, a Potenza Picena.
La procura parla di un’associazione strutturata, con ruoli definiti e spostamenti su centinaia di chilometri, ma senza evidenze di legami con un’unica regia criminale locale.
Le indagini, basate su monitoraggi e controlli preventivi, avrebbero permesso anche di sventare nuovi episodi prima della consumazione.
L’attenzione resta alta: gli assalti con esplosivi rappresentano un pericolo grave non solo per il patrimonio, ma per la sicurezza pubblica e per le comunità che restano senza accesso al contante per giorni.









