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Home - Fatture false e società “cassaforte”, sequestro da 30 milioni a Margherita di Savoia. Coinvolto consigliere comunale

Fatture false e società “cassaforte”, sequestro da 30 milioni a Margherita di Savoia. Coinvolto consigliere comunale

Sette indagati nell’inchiesta “Game Over” della Guardia di finanza: tra loro il 40enne politico Giovanni Leone. Contestata un’evasione fiscale da 60 milioni di euro

Di Redazione
22 Gennaio 2026
in Bat, Cronaca
Margherita di Savoia

Margherita di Savoia

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Un vasto sistema di evasione fiscale, fondato su fatture per operazioni inesistenti e su una rete di società create per schermare patrimoni e profitti illeciti. È quanto hanno ricostruito i finanzieri del comando provinciale di Barletta-Andria-Trani nell’ambito dell’inchiesta “Game Over”, che ha portato al sequestro di beni per un valore complessivo di 30 milioni di euro e all’iscrizione nel registro degli indagati di sette persone.

L’indagine riguarda Margherita di Savoia e coinvolge soggetti di età compresa tra i 40 e i 70 anni, tra cui figura anche un consigliere comunale in carica.

Il nome del consigliere comunale indagato

Tra gli indagati c’è Giovanni Leone, imprenditore 40enne e consigliere comunale di Margherita di Savoia. Nel 2023 era risultato il candidato più votato alle elezioni comunali e successivamente si era candidato alle regionali con la lista “Noi moderati” civici per Luigi Lobuono, senza però essere eletto. Coinvolti nell’inchiesta anche Vitantonio Leone, padre del consigliere comunale, e il commercialista Paolo Lacidogna.

Le accuse contestate

I reati ipotizzati, contestati a vario titolo e in concorso, sono bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, trasferimento fraudolento di valori e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale.

Secondo gli inquirenti, il sistema avrebbe consentito di evadere imposte sui redditi e Iva per circa 60 milioni di euro.

I beni sequestrati

I sigilli hanno riguardato un patrimonio ingente: dieci immobili, 36 autovetture, una imbarcazione di lusso, 29 quote di partecipazioni societarie, denaro contante, 83 conti correnti, oltre a gioielli e orologi di elevato valore economico.

La “galassia” di società cartiere

L’indagine, durata circa un anno, è scaturita da controlli delegati dalla Procura di Trani. Secondo quanto riferito dalla Guardia di finanza, sarebbe emerso “un complesso meccanismo di evasione fiscale” basato sull’istituzione e la gestione di una galassia di società riconducibili allo stesso gruppo di affari.

Si tratterebbe di società cartiere operanti nel settore del commercio ittico all’ingrosso e di società definite “cassaforte”, utilizzate per custodire immobili e beni mobili nei quali venivano investite e occultate le ricchezze accumulate illecitamente.

Liquidazioni e chiusure per eludere il Fisco

Le società cartiere, una volta accumulati ingenti debiti tributari, venivano poste in liquidazione volontaria e successivamente cessate, al fine di eludere la responsabilità per la frode fiscale. Un meccanismo che, secondo gli investigatori, avrebbe consentito agli indagati di sottrarsi a qualsiasi azione esecutiva per il recupero dei crediti da parte dell’erario.

L’inchiesta prosegue ora sul piano giudiziario, mentre restano sottoposti a sequestro i beni ritenuti frutto o reimpiego dell’evasione fiscale contestata.

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Tags: Batcronaca giudiziariaEvasione Fiscalefatture falseGuardia di FinanzaMargherita di Savoiapolitica localeSequestro
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