Sono ore decisive per la formazione della nuova giunta regionale. La giornata di ieri è stata interamente dedicata alle interlocuzioni politiche del presidente Antonio Decaro, impegnato a sciogliere gli ultimi nodi prima dell’annuncio ufficiale dell’esecutivo. Un passaggio che, come racconta anche Repubblica Bari, dipende in larga parte dalle risposte attese da Roma, in particolare dai vertici del Movimento Cinque Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra.
Decaro ha chiesto formalmente a entrambe le forze di indicare i nomi prescelti per l’incarico di assessore. Solo con il quadro completo, il presidente potrà definire lo scacchiere delle deleghe, passaggio decisivo anche per comprendere se e con quale ruolo entrerà in giunta l’ex presidente della Regione Michele Emiliano.
Le parole di Decaro e i tempi della decisione
Nella serata di domenica 11 gennaio, a margine di un evento a Castellana Grotte, Decaro ha risposto alle domande dei giornalisti sui tempi della proclamazione della giunta. “Ho le idee chiare già da un pò di tempo. Devo verificare la disponibilità ad accettare l’incarico da parte delle persone che ho individuato sulla base di alcuni criteri e dovrò parlare con i partiti come è giusto che sia”, ha dichiarato. “In questi giorni incontrerò anche i sei partiti che mi hanno accompagnato, però ho le idee chiare già da un pò di tempo”, ha aggiunto.
Il quadro nel Partito Democratico
Per il Partito Democratico, al momento, appaiono certi tre nomi. Francesco Paolicelli, fedelissimo di Decaro, dovrebbe ottenere la delega all’Agricoltura. Donato Pentassuglia è destinato all’assessorato alla Sanità, mentre Deborah Ciliento sarà confermata ai Trasporti.
Il Pd ha però chiesto anche un ulteriore assessorato e la presidenza del Consiglio regionale. In corsa per il quarto posto in giunta ci sono Stefano Minerva, ex sindaco di Gallipoli eletto nel collegio di Lecce, e Raffaele Piemontese, assessore uscente eletto nel collegio di Foggia. Per la presidenza del Consiglio, invece, il nome più accreditato è quello di Toni Marattelli, ex sindaco di Mesagne, eletto nel collegio di Brindisi.
La lista Decaro Presidente e il nodo territori
Alla lista Decaro Presidente dovrebbero andare due assessorati. Graziamaria Starace, eletta nel collegio di Foggia, potrebbe ottenere la delega alla Cultura o al Turismo. Silvia Miglietta, eletta a Lecce, sarebbe invece destinata all’assessorato al Welfare.
Nella costruzione dell’esecutivo, Decaro deve tenere conto anche dell’equilibrio territoriale. Questo aspetto sarà decisivo nella scelta del rappresentante della lista Per la Puglia: in corsa ci sono il leccese Sebastiano Leo, già assessore alla Formazione con Emiliano, e Antonio Tutolo, ex sindaco di Lucera.
Cinque Stelle, la decisione di Conte
Per il Movimento Cinque Stelle, la decisione arriverà direttamente da Roma. Sarà infatti Giuseppe Conte a indicare il nome della consigliera che entrerà in giunta. A contendersi il ruolo sono Rosa Barone, riconfermata nel collegio di Foggia, e Anna Grazia Angolano, eletta a Taranto. Ai Cinque Stelle potrebbe essere assegnata la delega alla Legalità.
Avs e le tensioni interne
Negli ambienti vicini a Decaro, riferisce la Repubblica Bari, in molti attribuiscono i ritardi nella formazione della giunta alle divisioni interne ad Alleanza Verdi e Sinistra. Anche in questo caso, la soluzione potrebbe arrivare da Roma. Avs non ha eletto consiglieri, ma entrerà comunque in giunta sulla base di un accordo nazionale del campo largo.
I due nomi che circolano con più insistenza sono quelli di Anna Grazia Maraschio, già assessora nella giunta Emiliano e vicina a Nichi Vendola, e Ines Pierucci, candidata nel collegio di Bari e assessora alla Cultura nel secondo mandato di Decaro sindaco.
Il caso Emiliano e le ultime deleghe
Con il via libera definitivo sui nomi, Decaro potrà assegnare le restanti deleghe e affrontare il nodo più delicato: quello di Michele Emiliano. Da oggi l’ex governatore è formalmente rientrato in magistratura, seppur fuori ruolo. Il Csm dovrà avviare una verifica e decidere l’eventuale incarico, sempre che Decaro non scelga di nominarlo in giunta con una delega strategica, come lo Sviluppo economico o le Crisi aziendali.












