Mentre in Veneto la nuova giunta regionale è già pienamente operativa, in Puglia il percorso istituzionale procede a rilento. La proclamazione ufficiale del nuovo presidente Antonio Decaro e dei cinquanta consiglieri eletti non è ancora arrivata e tutto resta sospeso in attesa di un’accelerazione decisiva prevista nei primi giorni di gennaio. Nel frattempo, però, la partita politica più delicata si gioca sul terreno della composizione della futura giunta regionale.
Secondo quanto riportato anche da La Gazzetta del Mezzogiorno, il confronto all’interno del centrosinistra è entrato in una fase cruciale, con il neo governatore alle prese con un equilibrio complesso tra esigenze territoriali e indicazioni che arrivano dal livello nazionale.
Le pressioni nazionali e il peso del campo largo
Nei giorni scorsi Antonio Decaro, eurodeputato dem ed ex sindaco di Bari, ha avuto interlocuzioni con i vertici dei partiti della coalizione. La segretaria nazionale del Partito democratico, Elly Schlein, avrebbe ribadito la necessità di rispettare il perimetro del campo largo, garantendo una rappresentanza adeguata a tutte le forze che compongono l’alternativa al governo Meloni. In questo quadro, oltre alla valorizzazione del ruolo politico del governatore uscente Michele Emiliano, sarebbe stata sottolineata l’importanza di riservare uno spazio in giunta ad Alleanza Verdi Sinistra, considerata perno stabile del centrosinistra.
Una linea che, sempre secondo La Gazzetta del Mezzogiorno, sarebbe stata al centro anche di un confronto tra Decaro e Nichi Vendola, fiducioso in una possibile rilettura della legge elettorale che consenta alla sinistra di entrare direttamente nel Consiglio regionale di via Giovanni Gentile. In caso contrario, resterebbe solo l’ipotesi di un assessore esterno.
Il nodo degli assessori esterni
Ed è proprio qui che si concentra uno dei principali ostacoli. Lo statuto regionale, che Decaro vorrebbe modificare, prevede infatti otto assessori scelti tra i consiglieri eletti e solo due esterni. Un vincolo che complica la mediazione politica. L’ipotesi di affidare un ruolo di peso a Michele Emiliano, magari con deleghe alle crisi industriali o allo sviluppo economico, ridurrebbe ulteriormente gli spazi disponibili per altri nomi non eletti.
L’idea iniziale del nuovo presidente era quella di puntare su un profilo tecnico di alto livello per la Sanità, settore che Decaro considera prioritario e da riformare rapidamente. Non a caso, nei giorni scorsi, ha visitato il pronto soccorso dell’ospedale Di Venere. Ma con un tandem Emiliano–manager sanitario, lo spazio per un esponente riconducibile ad Avs rischierebbe di azzerarsi.
Le possibili soluzioni politiche
Una possibile via d’uscita potrebbe arrivare dai riconteggi elettorali. Se la lista “Decaro presidente” dovesse portare in Consiglio regionale Francesca Bottalico, l’ex assessore barese potrebbe essere chiamata in giunta, rappresentando un’area progressista vicina alla sinistra. Non va sottovalutata neppure l’asse con il civismo democratico salentino legato a Carlo Salvemini, che ha eletto Silvia Miglietta, figura non lontana dalle posizioni di Avs e potenziale carta da giocare per sbloccare l’impasse.
Intanto, il neo governatore continua a muoversi sul territorio. Ieri era in Valle d’Itria, ad Alberobello, dove ha incontrato il sindaco Francesco De Carlo, sottolineando come il turismo pugliese stia ormai attirando flussi internazionali durante tutto l’arco dell’anno. Un segnale di normalità amministrativa che contrasta con un cantiere politico ancora aperto, in attesa della prima, vera, decisione: la nascita della giunta Decaro.







