“L’abbiamo raccontata male la nostra terra”. Parte da questa forte consapevolezza e dal patrimonio musicale di Umberto Giordano l’essenza del messaggio del presidente della Camera di commercio Pino Di Carlo nel presentare la nuova iniziativa camerale, il Gio Festival Giordano International Opera Festival, pensato come attrattività turistica per il territorio della provincia di Foggia.
Gio Festival, come ha illustrato il presidente, vuole essere la nuova sigla della terra di Capitanata.
“Non dobbiamo negare i problemi e vanno affrontati, lo Stato con grande determinazione lo stiamo facendo. Dobbiamo raccontare nell’interezza la nostra terra. Non possiamo solo condividere i video dei furti d’auto. Abbiamo pensato di organizzare un evento culturale che coinvolgerà tutta la nostra provincia. Avrà una anteprima a Milano, organizzeremo una conferenza alla Scala e sarà un evento di portata internazionale”.
Bellezza e cultura sono le nuove parole d’ordine di Di Carlo che si considerato un appassionato di lirica e di opera.
“Dobbiamo tutti alzare la schiena e avere fiducia nel territorio, avere la consapevolezza di essere padroni di una grande opportunità che è la nostra terra. Abbiamo deciso di alzare un po’ l’asticella con il Gio Festival”.
La kermesse immaginata biennale avrà la direzione della maestra Gianna Fratta e del violinista Dino De Palma e ha un partnerariato ampio, che comprende Unifg, Comune di Foggia, Conservatorio, Suoni del Sud, Regione Puglia, Isnart e Musica Civica. A questi si aggiungono gli sponsor privati, ancora tutti da coinvolgere e affiliare. Stamattina erano presenti la presidente di Apulia Felix Licia Centola e molti imprenditori tra cui Marcello Salvatori e Damiano Gelsomino.
“Sarebbe bello se ognuno di voi stesse insieme a noi. I partner ci accompagneranno in tutti i momenti di comunicazione, avremo una tariffa sulla partecipazione. Ho pensato da presidente di inaugurare questa nuova stagione, ma non possiamo farlo da soli, è una consapevolezza che devono avere tutti gli abitanti di questo territorio”.
Entusiasta anche la sindaca Maria Aida Episcopo: “Sono all’unisono con le parole del presidente sulla narrazione della città. Vengo dal mondo della cultura e il pensiero che essa fosse un fattore di Pil è sempre stato presente. Dobbiamo fare City branding con questo Festival che può aggiungersi ai tanti che già abbiamo. Buck Festival, I fiori blu, il festival del Nerd ci sono varie occasioni che ci portano fuori dal perimetro della città. Il dottor Dicesare ci ha subito creduto, lui è un patrimonio umano culturale e contabile del nostro ente. È un cimento importante. Mi associo all’appello del nostro presidente, dobbiamo essere corali, convergenti, generosi e felici di essere avvolgenti rispetto a questa creatura, ognuno ha messo la sua quota parte. Dietro il sacrificio c’è un bagaglio di idee, passione che devono essere ripagati anche ritorno di immagine. Foggia si distingue su tanti ‘certamina’ nazionali, dobbiamo essere ancora più incisivi”.
4 prospettive: dimensione artistica, dimensione culturale, entertainment e dimensione sociale. La Cciaa si è avvalsa dell’Isnart nazionalee della collaborazione di una esperta come Alessandra Arcese.
“Il turista cerca esperienze, non solo musei e mostre, ma eventi. Abbiamo un bacino enorme da convogliare’, ha osservato la dirigente camerale romana.
Bentornato a casa, Umberto recita lo spot che annuncia le opere della prima edizione: Andrea Chenier, Fedora, La Cena delle Beffe, Il Re. “Dalla Daunia al Gargano, da Foggia al mondo. Vivi l’opera, diventa Gio Festival” per un Patto tra pubblico e comunità ospitante.
Se tra i giovani va tanto la Vivaldi techno per il Gio Festival il cui logo è stato creato in Camera da Christian Levantaci ci saranno la notte di Giordano, gli Aperitivi Giordaniani e la Notte Bianca di Giordano. “Gio Festival vuole essere un acceleratore di trasformazione urbana, senza fare diventare i luoghi una location”, ha concluso Arcese. “Uno spartito da dipanare nelle note che con la musica”. “Un riscatto di comunicazione, sociale e civile”.
Gianna Fratta ha illustrato nel dettaglio l’idea. Dappertutto in Italia ci sono Festival. Per Puccini, Rossini, Verdi, Bellini, Donizetti. “Nella nostra città è nato uno dei più grandi operisti italiani. Nel mondo Giordano è tra i compositori più rappresentanti. Tutti gli altri compositori hanno il loro Festival da anni, mancava solamente Giordano, che ha scritto solo opera, ha scritto poca musica strumentale, mettere insieme un Festival con le sole opere significa mettere insieme allestimenti operistici che coinvolgono 200 opere. L’ultimo Andrea Chenier alla Scala è costato 2 milioni di euro. La Camera di commercio ha il grande merito di avere avuto l’idea, e ha messo sul piatto risorse ingenti. E ha coinvolto gli enti, Comune e Regione che lo ha sposato anche con un senso di colpa. Per Nicolò Piccinni ci saranno nel 2028 i festeggiamenti del trecentenario e già ci sono eventi. Taranto e Lecce per Paisiello ottengono 700mila euro dalla Regione. Mai la Regione Puglia mai aveva e investito sull’opera a Foggia, sebbene Giordano sia il più importante dei compositori pugliesi. La Camera ha risvegliato gli enti riportandoli sul merito. Tutti i grandi Festival hanno dal 25 al 50-60 per cento di contributi privati”.
Come sarà Gio Festival? “Offriremo un progetto variegato e giovane. Allestiremo un’opera in città e un’opera che girerà su un camion, Il Re”.
Opera Camion è una iniziativa del Teatro dell’Opera di Roma. OperaCamion è il teatro itinerante del Teatro dell’Opera di Roma che trasforma un TIR in un vero e proprio palcoscenico su ruote. L’opera giordanianaa avrà la stessa regista di Roma.
Il Gio Festival prevede anche Gala sinfonici, rivisitazioni pop e jazz come accaduto com molto successo a Catania delle arie importanti in chiave jazz con artisti come Danilo Rea e Paolo Fresu e molti altri.
Senza trascurare l’aria formativa di cui si occuperà il Conservatorio che metterà a disposizione i propri spazi e l’orchestra.
“Abbiamo intere opere senza commento critico. Marina non è mai stata eseguita, abbiamo solo il manoscritto. Vogliamo fare il primo DVD della prima opera di Umberto Giordano”. Dino De Palma ha sottolineato l’orgoglio necessario per un festival di questo genere: “Una parte della narrazione sulla città è sbagliata. È una cosa straordinaria è stata aver intitolato alla presenza di Giordano ancora vivo il suo teatro. Non è successo in nessuna altra città d’Italia. Pensate quanto amore provava la città per il suo figlio più illustre. Proviamo a raccontarci come hanno fatto i foggiani degli anni Quaranta. Dobbiamo fare uno sforzo di orgoglio, dobbiamo essere noi i primi a crederci”.










