La Guardia di Finanza del comando provinciale di Barletta Andria Trani ha sequestrato l’intero compendio aziendale di una società biscegliese attiva nella produzione di prodotti da forno, al centro di un’inchiesta della Procura di Trani per bancarotta fraudolenta e distrazione patrimoniale. Il provvedimento, eseguito d’urgenza dai finanzieri e successivamente convalidato dal Giudice per le indagini preliminari, riguarda attrezzature e macchinari industriali provenienti da una storica impresa locale dello stesso settore, già dichiarata in liquidazione giudiziale per ingenti debiti erariali mai saldati.
Il meccanismo della distrazione dei beni
Le indagini svolte dalla compagnia di Trani hanno permesso di ricostruire un passaggio di beni definito dagli inquirenti “simulato”. Tutti i macchinari della società fallita erano stati ceduti a un dipendente, formalmente come corrispettivo per la chiusura di una controversia di lavoro ritenuta dagli investigatori fittizia. Lo stesso dipendente aveva poi trasferito macchinari e apparecchiature nella nuova società, che continuava l’attività nella medesima sede operativa, utilizzando marchio e segni distintivi identici alla realtà imprenditoriale originaria.
Un quadro ulteriormente aggravato dal ritrovamento, durante una perquisizione nell’abitazione dell’imprenditore dichiarato fallito, di documentazione riconducibile alla nuova impresa. Un elemento che, secondo gli investigatori, confermerebbe la gestione di fatto da parte dello stesso soggetto, mentre il dipendente fungeva da prestanome.
Il sequestro del compendio aziendale e i lavoratori in nero
Per evitare la dispersione dei beni, i finanzieri hanno sequestrato oltre 50 macchinari e strumenti di produzione, in coordinamento con la Procura. Nel corso delle operazioni sono stati scoperti anche due lavoratori impiegati “in nero”, che avrebbero riferito di aver ricevuto direttive dall’amministratore di fatto della nuova società. A seguito del nulla osta dell’autorità giudiziaria, è stata disposta la sospensione dell’attività imprenditoriale da parte dell’Ispettorato territoriale del lavoro.
Le accuse e le responsabilità contestate
Due persone sono state denunciate per bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, in concorso tra loro. Una terza persona, già rappresentante legale della nuova società, è accusata di impiego di beni di provenienza illecita, poiché i macchinari utilizzati nella produzione derivavano dalla società fallita. Contestata inoltre alla nuova società la responsabilità amministrativa prevista dal decreto 231/2001, in ragione del vantaggio ottenuto attraverso l’utilizzo di beni distratti.
La Guardia di Finanza sottolinea che l’operazione rientra nelle attività di contrasto alle forme più dannose di illegalità economico-finanziaria, che minano la concorrenza e mettono a rischio lavoratori e imprese regolari.
Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari: gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino a una eventuale sentenza definitiva.











