Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari ha messo a segno un’importante operazione contro la contraffazione, settore che continua a rappresentare un grave danno economico per lo Stato e un rischio per la salute dei consumatori. Nel corso di un’attività di controllo economico del territorio, i militari del Gruppo Pronto Impiego hanno sequestrato circa 2000 pupazzi imitazione dei celebri “labubu popmart”, ormai oggetti da collezione molto ricercati e diventati virali grazie alla diffusione sui social e sui profili di influencer internazionali.
Il capannone di Modugno e i 112mila articoli contraffatti
I giocattoli erano custoditi in un capannone nella zona industriale di Modugno, pronti per essere immessi sul mercato in vista delle festività natalizie. L’ispezione ha permesso inoltre di rinvenire oltre 110mila articoli contraffatti, in gran parte calzini riportanti marchi falsi di noti brand sportivi come Nike, Adidas, Puma e Fila.
Nel corso della stessa operazione sono stati sequestrati anche dispositivi e liquidi per sigarette elettroniche privi del contrassegno dei Monopoli di Stato, dunque non assoggettati all’imposta di consumo prevista dalla legge.
Il valore del falso e le contestazioni penali
Secondo la stima delle fiamme gialle, gli articoli sottratti al mercato avrebbero potuto fruttare oltre 250mila euro. I responsabili sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Bari per le ipotesi di reato di contraffazione, alterazione e uso di marchi mendaci (art. 473 c.p.), introduzione e commercio di prodotti con segni falsi (art. 474 c.p.), ricettazione (art. 648 c.p.) e sottrazione al pagamento delle accise relativamente ai prodotti da fumo.
Si tratta di accuse formulate nella fase delle indagini preliminari, in cui vale la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.
L’azione della Guardia di Finanza: tutela dei consumatori e concorrenza leale
L’intervento si inserisce nel più ampio dispositivo di vigilanza della Guardia di Finanza a tutela dei consumatori e degli operatori economici onesti. La filiera del falso, infatti, non solo sottrae risorse allo Stato attraverso l’evasione del gettito fiscale, ma alimenta un circuito di concorrenza sleale e può esporre gli acquirenti a rischi per la salute legati alla scarsa qualità dei materiali utilizzati.
Autorizzazione della Procura e interesse pubblico
La diffusione del comunicato è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica di Bari, in conformità al Decreto Legislativo 188/2021, ritenendo sussistente l’interesse pubblico all’informazione per prevenire truffe e raggiri, soprattutto ai danni di persone anziane o soggetti vulnerabili.












