Napy c’è. C’era e c’è. E quando non c’era lui c’era il papà Angelo. Una storia lunga 35 anni nel consio regionale della Puglia. Anche questa volta gli è andata bene, nonostante la concorrenza dell’uscente Splendido in un partito non certo facile da far votare in Puglia: la Lega di Salvini. “35 anni no stop, significa che stiamo vicini alla gente e ai bisogni del territorio. Sempre, non solo in campagna elettorale. Non era facile ma me lo aspettavo questo risultato, perchè ho condotto la mia campagna sui temi, sulle battaglie vere come l’agricoltura, la sanità. Ed è da questi temi che riprenderò il mio lavoro di consigliere, sempre al fianco della mia gente”.
L’astensionismo il dato più preoccupante. “Vero, ci deve fare riflettere e deve far riflettere soprattutto il presidente Decaro che doveva essere il fenomeno di questa tornata elettorale e che invece non lo è stato, non ha trainato come doveva, lo ha promosso solo una piccola parte dei pugliesi, la maggior parte non è andata a votare: 7 pugliesi su 10 sono rimasti a casa. Entrambi gli schieramenti non hanno saputo dare risposte concrete”. Una dedica? “Ad un mio amico che non c’è più e al mio caro papà, il mio vero coach”.












