Il 7 settembre del 2017 il venticinquenne Antonio Pio Di Bari perse la vita in Via San Severo a Foggia a causa di un sorpasso azzardato di un automobilista che gli veniva incontro dall’altra corsia. Da allora sua madre Rosa Viggiano si batte per il rispetto del codice della strada e per un cambiamento negli stili di guida dei giovanissimi.
Ogni anno la pietra in ricordo degli angeli prematuramente scomparsi sulla strada si riempie di nuove foto. Sono già 80 i giovanissimi foggiani che si sono spenti il sabato sera o in ritorno da una gita o come i tifosi del Foggia Calcio al rientro da una trasferta.
Per la celebrazione della Giornata nazionale delle Vittime della Strada con il parroco della parrocchia di San Paolo al Cep don Antonio Menichella e i parenti delle vittime, anche le sindaca Maria Aida Episcopo e l’assessore alla Legalità Giulio de Santis.
“Il limite di velocità viene disatteso sulle più grandi arterie, come l’orbitale, viale Fortore, sulle tangenziali. È ovvio che possiamo fare molto di più con i dissuasori, possiamo creare più rotatorie perché il semaforo certe volte non viene assecondato. C’è una diavoleria in più nel terzo millennio, le sfide dei minori, che si chiamano challenge che arrivano via whatsapp e con cui ci si sfida a fare cose spericolate. A chi frena più sotto a un muro, a chi attraversa un binario con un treno in arrivo e tante altre sfide contro i limiti umani sempre più scellerate. Non ce l’ho con i giovani, ma con i mezzi. La mia solidarietà per queste famiglie è più con gli sguardi che con le parole. A nome mio e di tutta la città c’è una partecipazione commossa e sentita. L’educazione stradale deve partire dai piccolissimi e la stiamo mettendo in atto”.
Commoventi e strazianti come sempre le parole di mamma Rosa. “Tengo vivo il ricordo organizzando questi incontri con le sorelle del dolore, anche per dare un input a tutti i ragazzi che devono diminuire la loro velocità, stare attenti, rispettare il codice della strada per evitare questo grandissimo dolore a tutte le mamme. Evitiamo di avere ancora vittime. Antonio Pio aveva 25 anni, sono quasi tutti giovanissimi su quella pietra. È una mattanza. Spero che finisca. Andrebbero modificate le leggi infliggendo pene certe a chi procura questi incidenti. C’è tanta rabbia, tanta tristezza, siamo svuotate dentro, se hai mal di testa prendi una medicina, ma per l’anima non ci sono medicine. La mancanza di un figlio è troppa”.









