Un nuovo processo per Michele Fatone, 64 anni, di Manfredonia, già alla sbarra nel noto procedimento giudiziario “Giù le mani”, che coinvolge imprenditori, politici e funzionari pubblici del centro sipontino. Il sostituto procuratore Dominga Lucia Petrilli della Procura della Repubblica di Foggia ha firmato un decreto di citazione a giudizio nei confronti dell’uomo, noto con il soprannome di “Racastill”, accusato di minacce aggravate ai danni di Domenico Manzella, ex capo del personale dell’azienda dei rifiuti ASE di Manfredonia.
Le minacce: “Ti taglio la testa”
Secondo l’impianto accusatorio, Fatone avrebbe minacciato di morte Manzella l’8 aprile 2025, incrociandolo in auto nel centro abitato di Manfredonia. Alla vista del dirigente, che viaggiava in senso opposto, avrebbe ruotato ripetutamente il dito sulla gola, mimando il gesto del taglio, e contemporaneamente avrebbe urlato la frase “Ti taglio la testa”.
Un episodio che si inserisce in un contesto di tensioni e ritorsioni già emerso nell’ambito del processo “Giù le mani”, dove Fatone è accusato, insieme al figlio Raffaele, di aver aggredito fisicamente Manzella. Quest’ultimo in sede di denuncia depositò le foto del suo volto tumefatto. All’origine del contrasto, secondo la ricostruzione dell’accusa, ci sarebbe stato il rifiuto del dirigente ASE di acconsentire a pressioni esercitate dai Fatone per ottenere un cambio di turno lavorativo in favore di Raffaele.
Le accuse e la nuova citazione
Nel decreto firmato dal sostituto procuratore Petrilli si legge che l’imputato è chiamato a rispondere del reato di minaccia aggravata previsto dall’articolo 612, comma 2, del codice penale, per aver arrecato “un ingiusto danno con connotati di gravità”.
Il processo si aprirà il 19 febbraio 2026 davanti al Tribunale monocratico di Foggia, presieduto dalla giudice Santamaria.
Un nome già noto alle cronache giudiziarie
Il nome di Michele “Racastill” Fatone compare già tra gli imputati principali del processo “Giù le mani”, che indaga su un sistema di pressioni e minacce nell’amministrazione di Manfredonia e nelle aziende partecipate del Comune.
Con questa nuova citazione, per Fatone si apre dunque un secondo fronte giudiziario che conferma la sua centralità nelle indagini sulla rete di potere e paura che avrebbe agito negli ambienti amministrativi di Manfredonia.










