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Home - Foggia, donna muore durante il soccorso: familiari aggrediscono gli operatori del 118

Foggia, donna muore durante il soccorso: familiari aggrediscono gli operatori del 118

Violenza durante un intervento in città, calci e pugni contro i soccorritori. Cera: “Ambulanze senza medici, sanità al collasso e lavoratori senza tutele”

Di Redazione
18 Ottobre 2025
in Cronaca, Foggia
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Ancora un’aggressione ai danni del personale del 118. Stavolta durante un intervento drammatico, in cui purtroppo una donna ha perso la vita.

La chiamata sarebbe partita ieri da Foggia, sul posto sono arrivate due ambulanze, una anche da Cerignola, entrambe senza medico a bordo. Cosa che avrebbe fatto infuriare i parenti della paziente scatenando la violenza contro i soccorritori e gli autisti. Calci, pugni, persino vasi tirati giù dai balconi contro gli inermi e incolpevoli operatori intervenuti. È l’ennesima storia di una sanità che non ce la fa più.

“Mi stringo con sincera solidarietà ai lavoratori coinvolti, vittime di una rabbia che non dovrebbe mai ricadere su chi ogni giorno rischia in prima linea. Ma non possiamo più far finta di nulla”, il primo pensiero del consigliere regionale Napoleone Cera.

In provincia di Foggia ormai le ambulanze partono sempre più spesso senza medico, o addirittura senza infermiere, con i soli autisti e soccorritori che, per quanto preparati e generosi, possono solo trasportare il paziente. 

“Ma curarlo? Stabilizzarlo? Fare la differenza tra la vita e la morte? Non possono – ha aggiunto Cera -. E allora io mi chiedo, e chiedo alla Regione, alla Asl Foggia e a Sanitaservice che gestisce il personale: vi rendete conto? Per quanto ancora questi ragazzi dovranno mettere a rischio la loro vita e la loro sicurezza sulle strade, spesso di notte, con mezzi vecchi, senza adeguate tutele e perfino senza indennità di rischio per il riconoscimento della quale mi sono a lungo battuto in consiglio regionale? È assurdo che sulla stessa ambulanza ci siano lavoratori di serie a, con indennità di rischio e di serie b, senza. È assurdo che chi lavora per salvare vite debba temere per la propria”.

Gli operatori del 118, gestiti dalla società in house Sanitaservice, sono di fatto abbandonati.

“Parliamo di un’organizzazione ridotta all’osso, turni massacranti, mezzi insufficienti e ora più che mai anche la paura di essere aggrediti, se non peggio. Ci rendiamo conto che molti chiedono le bodycam per difendersi, non per lavorare meglio? È questa la sanità che la Regione Puglia e la Asl Foggia promettono ai cittadini e ai lavoratori?”, ha evidenziato il consigliere.

E come se non bastasse, Asl e Sanitaservice hanno scelto di tacere. 

“Nessuna nota ufficiale, nessuna solidarietà pubblica, nessuna presa di posizione. Un silenzio assordante, dettato evidentemente dalla paura di macchiare la campagna elettorale di chi governa la sanità da vent’anni, che preferisce mettere tutto sotto il tappeto per non intaccare l’immagine, ormai stantia e mistificata, del ‘va tutto bene’. Ma non va affatto tutto bene. E il silenzio istituzionale è la prova più vergognosa”, ha fatto notare Cera.

La verità è che le promesse non bastano più. “La carenza di personale è cronica, le ambulanze senza medico sono ormai la norma e nei Pronto Soccorso regna il caos. Mentre la politica regionale si nasconde dietro tavoli e annunci, la realtà è fatta di paura, solitudine e precarietà. È ora di dire basta. Serve una sanità che funzioni davvero, che protegga chi lavora e rispetti chi soffre. Serve coraggio politico, non passerelle elettorali. Perché la vita e la sicurezza di chi salva gli altri non possono essere una questione di fortuna”, ha concluso Cera.

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Tags: 118AggressioneambulanzeAsl FoggiacronacaEmergenza sanitariaFoggiaNapoleone Cerapersonale medicoPugliaSanitàSanitaserviceSicurezza
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