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Home - Villette costruite sopra oltre 2 metri di rifiuti, la scoperta choc a due passi dalla spiaggia di Margherita

Villette costruite sopra oltre 2 metri di rifiuti, la scoperta choc a due passi dalla spiaggia di Margherita

Di redazione
2 Febbraio 2016
in Cronaca
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Circa 2 metri e mezzo di rifiuti sulla nuda sabbia, pronti ad essere coperti da una “bella” schiera di villette. È questa la scoperta dei carabinieri di Margherita di Savoia e dei militari del Nucleo Operativo Ecologico di Bari, congiuntamente alla polizia locale. A ridosso dell’area naturalistica “Foce Ofanto” e a pochi metri da un lido balneare a sud di Margherita, è emersa un’area di oltre 2 ettari di terreno ricoperta da una enorme quantità di rifiuti speciali. L’area, di 22mila metri quadrati, risultata di proprietà privata, era stata ricoperta da oltre 50mila metri cubi di materiali inquinanti, costituiti da fresato d’asfalto e inerti da demolizione. Rifiuti autostradali, per intenderci. L’intera massa aveva causato l’innalzamento del terreno per oltre 2,5 metri.

Deferita in stato di libertà Z.F. di Barletta, legale rappresentante della società operante nel settore dell’edilizia. La donna deve rispondere degli ipotizzati reati di attività di gestione di rifiuti non autorizzata nonché realizzazione di opere edili su area sottoposta a vincolo paesaggistico. L’area, di un valore complessivo che si aggira sui 6 milioni di euro, è stata sottoposta a sequestro preventivo in attesa di ulteriori accertamenti di polizia giudiziaria. Sono stati calcolati in circa 4 milioni di euro i costi inerenti il legale smaltimento di tutti i rifiuti speciali rinvenuti stoccati sulla citata area.

In pratica i rifiuti, invece di essere trattati lecitamente dopo averli ottenuti dalle ditte incaricate del recupero di fresato d’asfalto, venivano interrati nei pressi della spiaggia così da evitare il pagamento dell’ecotassa e i costi di smaltimento. Poi, grazie a una richiesta di permesso a costruire, mai accordata, la ditta si apprestava a mettere in piedi un complesso residenziale denominato “Foce Ofanto”, proprio su quel cumulo di rifiuti. Attraverso l’uso di un drone, capace di localizzare la “monnezza” interrata, il Noe di Bari ha localizzato e fermato lo scempio.

Legambiente: “Una regione martoriata”

“La nostra regione continua ad essere martoriata dalle discariche illegali e il sequestro effettuato a Margherita di Savoia dal Nucleo Operativo Ecologico di Bari è l’ennesima conferma. Chiediamo che si proceda subito alla caratterizzazione ambientale del sito e poi alla sua messa in sicurezza e/o bonifica, visto che l’area si trova a poche centinaia di metri dalla foce del fiume Ofanto, nell’omonimo Parco fluviale regionale”. Commenta così Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, la notizia dell’operazione del Noe di Bari che ha sequestrato un’area di oltre 2 ettari, in località Cannafesca a Margherita di Savoia, dove sono stati smaltiti illecitamente ben 50mila metri cubi di rifiuti speciali, la cui massa aveva causato l’innalzamento dell’intero terreno per oltre 2,5 metri. 

Sebbene in Puglia non si arresti il capillare lavoro di monitoraggio delle forze dell’ordine e della magistratura nell’attività di contrasto dei reati ambientali, desta preoccupazione il recente decreto legislativo sulla razionalizzazione delle Forze di Polizia che ha come conseguenza l’assorbimento del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri. 

“Ci auguriamo – ha proseguito Tarantini – che questo cambiamento sia sfruttato nel modo più utile per realizzare finalmente un Corpo di Polizia specializzato nel contrasto delle illegalità ambientali. Le enormi competenze del Corpo Forestale insieme a quelle dei Carabinieri debbono essere valorizzate per avviare una nuova stagione di lotta contro tutte le forme di criminalità ai danni dell’ambiente e della collettività, avvalendosi anche degli strumenti offerti dalla nuova legge sugli ecoreati”.

Tags: BarlettacarabinieriMargherita di SavoiaNoe Baririfiuti
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