La provincia di Foggia vive una situazione di emergenza continua, segnata da fenomeni criminali gravi e radicati che mettono a dura prova la tenuta delle istituzioni e il benessere dei poliziotti. Lo denunciano con forza i sindacati Siulp, Sap e Silp Cgil, che in un documento unitario chiedono al ministero dell’Interno interventi concreti e immediati per rafforzare gli organici della Polizia di Stato sul territorio.
Una terra segnata dalla quarta mafia
I sindacati ricordano come le risultanze giudiziarie abbiano ormai certificato la presenza della cosiddetta “quarta mafia”, un sistema criminale feroce che si manifesta con omicidi, estorsioni, traffici di droga, immigrazione clandestina e una delinquenza minorile sempre più aggressiva e fuori controllo. Fenomeni che non solo minano la sicurezza dei cittadini, ma mettono quotidianamente a rischio gli stessi agenti, costretti a turni estenuanti e a coprire aree ben più vaste di quelle previste.
Rinforzi inadeguati e carenze strutturali
Nonostante la gravità del quadro, secondo le sigle sindacali, le risposte del ministero sono state assolutamente insufficienti. “Non possiamo dirci soddisfatti se ultimamente in questa provincia sono arrivati solo otto agenti al Commissariato di Lucera, trascurando completamente Foggia che spesso non riesce a garantire un adeguato controllo del territorio” sottolineano i segretari provinciali. Alla Questura di Foggia sono giunti appena quattro ispettori, quando all’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico ne servirebbero almeno dieci, oltre a ulteriori agenti, assistenti e sovrintendenti.
Situazione non meno critica a San Severo, dove da tempo manca il titolare dell’ufficio, e a breve anche a Cerignola si rischia una medesima condizione di precarietà. Stesso discorso per l’Ufficio Ordine Pubblico, che per garantire i servizi deve attingere costantemente personale da altre divisioni, con inevitabili ricadute sull’evasione delle pratiche amministrative.
L’appello al ministero
Per le organizzazioni sindacali è urgente rafforzare gli organici della Questura e dei commissariati della provincia, oltre che della Polizia Stradale, della Polfer, della Postale, dell’R.P.C. e dell’Autocentro. “Solo così si può garantire sicurezza e vivibilità – dichiarano i rappresentanti – ma serve anche l’impegno di tutta la società, perché le riflessioni demagogiche non bastano. Occorrono atti concreti”.
Il documento si chiude con un monito chiaro: “Non c’è più tempo da perdere”. A firmarlo sono i segretari provinciali Michele Carota, Giuseppe Vigilante e Raffaele Aprile.











