Il Parco dei Monti Dauni tra vincoli e opportunità, il titolo di un convegno organizzato dal GAL Meridaunia e tenutosi a Biccari, per avviare una discussione propositiva sulla nascita di un’area protetta che miri a tutelare e sviluppare l’intera area dell’Appennino dauno. Regionale o nazionale? “Meglio nazionale – hanno affermato gli ambientalisti presenti all’incontro -, arriverebbero più fondi che dalla Regione”.
“L’iniziativa – spiega il presidente di Meridaunia, Pasquale De Vita – rappresenta un’importante occasione di riflessione e confronto sul ruolo strategico del Parco dei Monti Dauni come risorsa culturale, ambientale e volano di sviluppo per il territorio”.
Durante l’incontro sono intervenuti esperti del settore, rappresentanti istituzionali e stakeholder locali, per condividere visioni, esperienze e prospettive. Tra i relatori del forum, il dirigente del settore Parchi e tutela della biodiversità della Regione Puglia, Enrico Grifoni, il dirigente del settore Ambiente della Provincia di Foggia, Antonello De Stasio, uno dei tecnici del Parco Nazionale del Gargano, Michele Guidato, Massimo Monteleone dell’Università di Foggia.
“Il Parco – ha spiegato Grifoni – si costituisce solo se c’è la volontà del territorio. Qui ci sono tutti i presupposti per creare un’area protetta. I Monti Dauni hanno una notevole biodiversità, oltre ad un ricco patrimonio storico-culturale. I vincoli? Sono indispensabili per tutelare quei valori che eleggono i Monti Dauni a parco regionale, tuttavia le attività umane devono essere compatibili con la ricchezza dei valori di biodiversità”. “I tempi non saranno brevi – aggiunge Massimo Monteleone, docente dell’Università di Foggia – e occorre un forte convincimento dei comuni interessati. Ben vengano questi confronti”.
I sindaci presenti (Biccari, Roseto, Volturara, Pietramontecorvino, Faeto, Casalvecchio, Celenza e Carlantino) hanno ribadito che sono maturati i tempi per avviare l’iter per la costituzione di un’area protetta. Presenti anche diverse associazioni ambientaliste come WWF e Centro Studi naturalistici, che hanno invitato gli organizzatori a dover puntare su un parco nazionale e non regionale, perché i Monti dauni hanno tanti requisiti per diventarlo, più di altre aree protette nazionali.












