L’attrice e content creator tarantina Anna Madaro, 35 anni, ha denunciato pubblicamente di essere stata vittima di una grave forma di violenza digitale. Le sue immagini, video e screenshot di dirette sono stati pubblicati senza alcun consenso su un forum per adulti attivo da anni su WordPress, già segnalato in passato alla polizia postale. Un caso che richiama quello del gruppo Facebook “Mia Moglie”, chiuso dopo le proteste per la diffusione di foto intime e non, sottratte a donne comuni e personaggi noti.
Secondo quanto riportato da Repubblica Bari, sul sito – che prende il nome di phica.net – circola materiale accumulato e diffuso nell’arco di tre anni, corredato da commenti dal tono violento e misogino. “Ma questa non ha una cam in casa da provare ad hackerare?”, “Se la incontrassi per strada…”, “Se sapessi dove abita…”: sono solo alcuni dei messaggi che accompagnano le foto e i video pubblicati, a testimonianza di un clima di odio e minaccia costante.
La denuncia e la mobilitazione
Madaro, conosciuta al grande pubblico per essere stata l’unica donna del collettivo YouTube Nirkiop, con cui ha costruito una carriera anche cinematografica, ha deciso di sporgere denuncia alla questura di Taranto, rendendo pubblica la vicenda sui propri canali social. Forte dei suoi oltre 60mila follower su Instagram, ha scelto di esporsi per dare visibilità a un fenomeno che resta ancora sommerso.
L’attrice ha rilanciato la petizione già avviata da un’altra donna vittima dello stesso meccanismo, che chiede la chiusura definitiva del sito. Nel testo si legge che phica.net è da tempo teatro della diffusione non consensuale di contenuti che riguardano non solo donne dello spettacolo e dello sport, ma anche ragazze comuni e persino minorenni.
Un mercato parallelo del voyeurismo digitale
Il sistema ricostruito dagli inquirenti e denunciato dalle vittime è sempre lo stesso: le immagini vengono sottratte dai social o scattate di nascosto in camerini, centri estetici, spogliatoi, bagni pubblici o uffici, spesso con microcamere. Successivamente, il materiale viene caricato sul forum, dove gli utenti si scambiano link e commenti sessualmente espliciti o violenti. Una dinamica che replica la logica dei gruppi Telegram e delle community parallele già emerse in passato.
“È la mia immagine, non un bene pubblico”
“Anna ma tu pubblichi foto dove sei scollata”, ha scritto qualcuno nei commenti. Una frase a cui l’attrice ha risposto con fermezza: “Sì, ma è la mia immagine, e incolpare chi semplicemente vive e respira, nel 2025, non va bene”. Madaro ha ribadito che la questione non riguarda la quantità di pelle mostrata o meno, ma il diritto di ogni persona a controllare la propria immagine e decidere liberamente come e con chi condividerla.
Un appello forte che accende i riflettori su un fenomeno sempre più diffuso, che colpisce nel silenzio moltissime donne.










