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Home - Confiscati beni per 50 milioni all’imprenditore e re dello spaccio, Giuseppe Manganelli detto “Pinuccio la Madonna”

Confiscati beni per 50 milioni all’imprenditore e re dello spaccio, Giuseppe Manganelli detto “Pinuccio la Madonna”

Operazione dei carabinieri dopo le condanne per traffico di droga: sigilli a ville, società, conti correnti e beni di lusso

Di Redazione
13 Agosto 2025
in Bari, Cronaca, Immediato TV
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Maxi confisca a Molfetta nei confronti dell’imprenditore Giuseppe Manganelli, 55 anni, conosciuto come “Pinuccio la Madonna”, già condannato per aver promosso e diretto un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di ingenti quantitativi di droga. Questa mattina i carabinieri del Comando provinciale di Bari hanno eseguito un decreto di confisca definitiva di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 50 milioni di euro.

Il provvedimento, emesso dalla Sesta sezione della Corte di Cassazione, ha reso definitiva la decisione della terza sezione del Tribunale della prevenzione di Bari del marzo 2024, che aveva disposto la confisca dopo le operazioni “Primavera” e “Reset”.

Patrimonio accumulato in 20 anni di attività illecite

Secondo le indagini patrimoniali, avviate dalla Procura di Bari nel gennaio 2020, Manganelli avrebbe costruito un vero e proprio impero economico grazie ai proventi del narcotraffico, reinvestiti in immobili, aziende e beni di lusso. Il patrimonio confiscato comprende 15 fabbricati – tra cui la villa vista mare dove l’imprenditore viveva – quattro terreni per un’estensione totale di circa 5.000 metri quadrati, quattro società nel settore dell’edilizia, sei veicoli, un’imbarcazione da diporto, undici conti correnti e quote di un fondo di investimento.

Indagini e sentenza definitiva

Gli accertamenti del Nucleo investigativo dei carabinieri di Bari, sezione misure di prevenzione patrimoniali, hanno ricostruito la carriera criminale di Manganelli e verificato l’illecita provenienza dei capitali, dimostrando la sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio posseduto. La Cassazione ha respinto il ricorso della difesa, sancendo così la confisca definitiva.

Colpo ai patrimoni della criminalità

Per gli inquirenti, l’operazione rappresenta un risultato di grande rilievo nella lotta alla criminalità organizzata e al reimpiego di capitali illeciti in attività solo apparentemente lecite. “Sottrarre i profitti accumulati con i traffici criminali – spiegano – è una strategia fondamentale per indebolire le organizzazioni e restituire legalità al tessuto economico”.

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Tags: carabiniericonfisca beniCorte di Cassazionecriminalità organizzatadrogaGiuseppe ManganelliMolfettanarcotrafficooperazione Primaveraoperazione Resetpinuccio la madonna
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