Una casa a luci rosse in piena città, con stanze affittate a prostitute e trans per 50 euro al giorno. È quanto hanno ricostruito i carabinieri e la Procura di Foggia nell’inchiesta che nei giorni scorsi ha portato al sequestro di un appartamento in via Mogadiscio, agli arresti domiciliari di C.E., 50 anni, e D.A., 24 anni, e alla sottoposizione alla libertà vigilata della proprietaria, D.S., 57 anni.
Prezzi, affitti e organizzazione della casa
Le dichiarazioni di lucciole e clienti, unite alle riprese di una telecamera nascosta piazzata sull’uscio dai militari, hanno ricostruito la gestione dell’attività. Le prestazioni sessuali avevano tariffe precise: 50 euro per un rapporto veloce, 100 per uno più lungo e fino a 400 euro per la notte intera. Le donne, tutte di origine sudamericana, cambiavano ogni 15 giorni “in base al lavoro”, pagando 50 euro al giorno di affitto a “Federica” e/o “Fragolino”, i due arrestati.
Secondo l’accusa, i due avevano preso in affitto l’immobile dalla proprietaria e lo subaffittavano a prostitute e trans a un prezzo “notevolmente superiore” rispetto al canone legale. Fornivano lenzuola, cuscini, chiavi di casa e, in alcune circostanze, avrebbero minacciato le donne per il pagamento, millantando amicizie nel mondo criminale e parenti in carcere.
L’indagine partita da un accoltellamento
Il fascicolo si è aperto dopo un episodio avvenuto all’alba del 23 marzo 2023: un giovane foggiano fu accoltellato da un trans sudamericano nell’appartamento di via Mogadiscio. L’aggressore, arrestato per tentato omicidio e condannato in primo grado a 4 anni, disse di essersi difeso da un cliente che voleva pagare con cocaina.
Un mese dopo, i carabinieri fecero un controllo nella casa trovando due sudamericane, profilattici e gel lubrificanti nelle camere. Poco dopo arrivò la proprietaria, che parlò di un “Bed & breakfast” affittato a una concittadina, senza sapere – a suo dire – che fosse stato subaffittato.
Video, testimonianze e accuse
Le indagini hanno permesso di identificare quattro persone che si alternavano nell’appartamento per prostituirsi, oltre ad altri soggetti non ancora individuati. I clienti sentiti hanno confermato di aver trovato la casa tramite un sito e di aver pagato secondo un tariffario concordato.
Il gip, su richiesta del pm, ha contestato a vario titolo il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione e l’esercizio di una casa di prostituzione, in violazione della legge Merlin. Gli elementi raccolti includono riconoscimenti fotografici e video, oltre alle testimonianze dirette.
Quanto alla proprietaria, per l’accusa era consapevole dell’attività: in alcune occasioni avrebbe ricevuto il pagamento dell’affitto direttamente da una delle prostitute, sapendo quindi chi vivesse e cosa facesse nell’immobile.
Come riporta il comunicato stampa dei carabinieri su questa operazione, “il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e gli indagati, la cui posizione è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, non possono essere considerati colpevoli fino alla eventuale pronuncia di una sentenza di condanna definitiva”.








