Per due anni ha perseguitato un sacerdote salentino, presentandosi a ogni celebrazione liturgica in abiti provocanti, cercando il contatto fisico durante l’Eucarestia e seguendolo ovunque, fino a sfiorare un’aggressione con l’auto. È quanto ricostruito nell’ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari Giulia Proto, che ha disposto per la donna – una 51enne salentina – un divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico, su richiesta della procura per il reato di stalking.
La vicenda, raccontata da La Gazzetta del Mezzogiorno, ha contorni che ricordano la fiction “Uccelli di rovo”, ma il finale è ben diverso. Il sacerdote – che officia in un comune compreso tra Gallipoli e Casarano – non ha mai ceduto e ha anzi modificato la sua quotidianità per sfuggire a quella che il giudice definisce una “persecuzione fatta di presenze costanti, appostamenti, frasi sferzanti e comportamenti imprevedibili”.
Tutto comincia nel 2022
Le prime avvisaglie risalgono al settembre 2022, quando la donna inizia a seguire tutte le messe, sempre in prima fila, fissando il prete e tentando ogni volta il contatto, afferrandogli le mani al momento della comunione. Ma ben presto la sua presenza va oltre il perimetro sacro della chiesa: lo pedina, lo segue nel parco durante le passeggiate mattutine, si presenta a incontri privati e momenti di svago, fino a invaderne ogni spazio di vita.
La svolta nel dicembre 2024
A dicembre 2024 l’ossessione prende una piega inquietante: la donna tenta di investirlo con l’auto dopo averlo seguito a cena da un amico. Poi si avvicina a lui agitando un rosario e urlando maledizioni. Da quel momento, riferisce il sacerdote, la sua vita cambia drasticamente: si barrica nel suo studio, si fa accompagnare negli spostamenti da amici fidati, evita persino di rientrare a casa dai familiari.
Ignorato l’ammonimento del questore
Nonostante un ammonimento formale del questore, notificato lo scorso 20 marzo, il comportamento della 51enne non cambia. Il 13 aprile, domenica delle Palme, cerca di raggiungerlo tra la folla sul sagrato. Tre mesi dopo, si ripresenta in una località marina dove il parroco svolge attività di volontariato, insultando i presenti e attribuendo all’uomo comportamenti non consoni a un ministro di culto. “Perché mi guardi e ridi? Non mi guardare, io non ti conosco”, ha gridato, davanti a testimoni, con toni sempre più aggressivi.
Le motivazioni del gip
Nel provvedimento cautelare, il gip Proto parla chiaramente di “condotte reiterate, con atteggiamenti molesti e minacce”, sottolineando come la vittima viva da tempo in uno stato di “grave ansia, turbamento e limitazione della propria libertà personale”. L’indagata, difesa dall’avvocato Biagio Palamà, dovrà ora affrontare un processo e giustificare le proprie condotte davanti ai giudici.
Un caso che ha scosso il Salento e che conferma, come evidenziato da La Gazzetta del Mezzogiorno, quanto il confine tra ossessione e persecuzione possa trasformarsi in un incubo, anche per chi è chiamato a predicare la pace.











