Nessun “regalo” del Governo in tema di edilizia sanitaria, ma risorse già da tempo programmate e assegnate alla Regione Puglia. È netta la precisazione del presidente Michele Emiliano e dell’assessore alla Sanità Raffaele Piemontese, che intervengono per chiarire quanto avvenuto ieri in Conferenza Stato-Regioni dopo le dichiarazioni del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, che aveva parlato di un presunto “contributo decisivo del Governo” per i nuovi ospedali pugliesi.
Secondo i vertici regionali, i 360 milioni di euro per la realizzazione del nuovo ospedale di Andria e i 64 milioni per il monoblocco del Policlinico Riuniti di Foggia “sono risorse già programmate e assegnate alla Regione Puglia ben prima dell’insediamento dell’attuale esecutivo”.
“Nessun nuovo impegno finanziario”
Emiliano e Piemontese sottolineano che il passaggio in Conferenza Stato-Regioni è stato un atto meramente informativo, come previsto dall’iter dell’Accordo di Programma Integrativo, e non ha comportato alcun nuovo stanziamento o impegno da parte del Governo centrale.
“Non ci risultano nuovi stanziamenti per l’edilizia sanitaria – ribadiscono – e l’articolo 20 (lo strumento legislativo che finanzia l’edilizia ospedaliera in Italia) non è stato ancora rifinanziato, bloccando così ogni possibilità di avviare ulteriori investimenti”.
Una situazione, aggiungono, che potrebbe costringere la Regione a sostenere spese aggiuntive per completare le strutture già progettate, gravando su un bilancio regionale già provato da quello che viene definito un “sottofinanziamento storico del Fondo Sanitario Regionale”.
“La Regione ha agito con responsabilità”
I due esponenti della giunta pugliese rivendicano l’impegno profuso dalla Regione nella pianificazione e nella gestione delle risorse già disponibili. “La Regione Puglia ha agito con responsabilità e visione strategica, utilizzando al meglio i fondi assegnati per potenziare la rete ospedaliera e rispondere ai bisogni di salute del territorio”.
L’intervento mira anche a evitare equivoci sulla paternità dei fondi e sulle reali responsabilità nell’attuale rallentamento dell’iter. “Aspettiamo ora – concludono Emiliano e Piemontese – la trasmissione del protocollo d’intesa e la firma dell’accordo di programma, per poter finalmente procedere con la realizzazione dei progetti”.












