Un confronto durissimo, dai toni accesissimi, è andato in scena ieri sera in diretta su Antenna Sud, durante il talk politico “In prima linea” condotto dal direttore Gianni Sebastio. Ospiti in studio il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto e il procuratore capo di Bari Roberto Rossi, che si sono scontrati frontalmente sul tema caldo della separazione delle carriere dei magistrati, nodo centrale della riforma della giustizia portata avanti dal governo.
Il punto più teso della serata è arrivato quando Sisto ha rivendicato la coerenza del suo schieramento con la linea del giudice Giovanni Falcone: “Noi siamo sulla stessa linea di Giovanni Falcone”, ha affermato il viceministro. A quel punto Rossi ha perso la calma e ha replicato con durezza: “Che vergogna. Voi usate Falcone come una clava”.
Accuse reciproche e clima incandescente
Lo scontro si è ulteriormente inasprito con accuse personali e reciproche. “Siete in malafede”, ha detto il procuratore di Bari rivolgendosi al rappresentante del governo. Immediata la risposta di Sisto: “Ci misurate per la vostra malafede”.
Il cuore del dibattito è rimasto ancorato alla distinzione tra funzione requirente e funzione giudicante, tema su cui il governo punta con decisione. “La percezione del cittadino sulla differenza tra accusa e giudizio deve essere chiara. È scritta in Costituzione e va applicata”, ha insistito Sisto.
Rossi ha rilanciato, con una controreplica amara e tagliente: “Lo facciamo, infatti i giudici assolvono la maggioranza degli imputati”.
Il dibattito che accende il clima politico
Il confronto, seguito in diretta da migliaia di telespettatori su Antenna Sud, riflette il clima teso che ruota intorno alla riforma dell’ordinamento giudiziario e alla revisione dei rapporti tra potere esecutivo e magistratura. Il tema divide profondamente il Paese e gli stessi addetti ai lavori, tra chi denuncia un attacco all’autonomia della giurisdizione e chi invoca maggiore trasparenza e chiarezza nei ruoli.
L’episodio televisivo ha reso evidente che il terreno dello scontro istituzionale è ormai entrato nella dimensione pubblica, mediatica e diretta. E la riforma – ancora in cantiere – si preannuncia come una delle partite più complesse del prossimo autunno politico.











