La recente inaugurazione della rinnovata Piazza Sant’Eligio da parte dell’amministrazione Episcopo non convince Claudio Amorese, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, che interviene con una lunga dichiarazione per sottolineare la “doppia verità” di un’opera presentata come simbolo di rigenerazione ma, a suo dire, ben lontana dalla visione originaria.
Il consigliere rivendica che il progetto di riqualificazione sia nato proprio nel 2018 durante l’amministrazione di centrodestra, con la deliberazione n. 76 della giunta dell’epoca. “È stata la nostra amministrazione – spiega – a intercettare i fondi regionali, avviare l’iter e portare l’intervento fino al progetto definitivo. Un’idea strategica, pensata per creare un sistema verde urbano connesso alla Rete Ecologica Regionale lungo i percorsi tratturali, valorizzando la storia di Foggia”.
“Dominano cemento e ritardi, visione originaria sacrificata”
Secondo Amorese, l’intervento finale realizzato presenta uno scollamento evidente rispetto alla progettualità iniziale: “Oggi ci troviamo di fronte a un’opera dove domina il cemento e il verde è quasi assente, mentre la visione originaria prevedeva un Parco CO₂ lineare, un boulevard che esaltasse il paesaggio del Tavoliere restituendo spazi pubblici e benessere ai cittadini”.
Il consigliere critica anche l’organizzazione della cerimonia di inaugurazione: “Perché inaugurare solo la piazza, se il progetto coinvolge anche via della Repubblica, via Sant’Eligio e Piazza Caduti sul Lavoro? Sembra un’inaugurazione in ‘puntate’, utile più alla propaganda che alla città. I lavori, previsti in 180 giorni, sono durati oltre 14 mesi e non sono ancora terminati”.
“Un’eredità ignorata e una gestione senza visione”
Amorese elenca poi altre opere pubbliche frutto della precedente programmazione del centrodestra e oggi in fase di realizzazione: “L’Orbitale, i Campi Diomedei, la rifunzionalizzazione del Mercato Candelaro, lo Slow Park, la tensostruttura al campo da baseball con fondi dell’antimafia sociale. Sono il risultato del nostro lavoro. E altre opere epocali sono inspiegabilmente ferme: la piscina olimpionica di via Mazzei, la riqualificazione dell’impianto Croci Nord, il Mercato dei Fiori, il Teatro Mediterraneo, il Centro Polifunzionale ex scuola Manzoni”.
Infine, un richiamo al passato amministrativo e alla gestione del dissesto: “L’amministrazione Episcopo beneficia oggi di fondi disponibili grazie al piano di riequilibrio che abbiamo dovuto affrontare dopo il quasi default provocato da dieci anni di centrosinistra. Ora si raccolgono i frutti di quella responsabilità, ma senza rispetto per la visione e la coerenza dei progetti”.











