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Home - Apricena rende omaggio ai due carabinieri uccisi nel 1917: la grotta diventa luogo di memoria e giustizia

Apricena rende omaggio ai due carabinieri uccisi nel 1917: la grotta diventa luogo di memoria e giustizia

Commemorati con una lapide Giuseppe Riddei e Antonio Marzullo, caduti durante un’operazione contro un disertore. A settembre la Caserma sarà intitolata a uno di loro, con un monumento in pietra

Di Redazione
24 Luglio 2025
in Cronaca, Gargano
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Oggi Apricena ha vissuto una cerimonia tanto toccante quanto simbolica: un ritorno alla memoria collettiva nel luogo stesso in cui, nel 1917, due giovani Carabinieri Reali — Giuseppe Riddei e Antonio Marzullo — persero la vita mentre tentavano di arrestare un disertore nascosto in una grotta nei dintorni del paese.

Il luogo, noto anticamente come “grotta della Ficura” e in seguito tramandato come “grotta dei N’nnill”, custodiva da oltre un secolo il silenzio di un episodio tragico, conosciuto solo attraverso racconti orali degli anziani. Proprio quel sussurro di memoria, trasmesso con pudore e incertezza, ha trovato oggi voce e giustizia grazie a un lungo lavoro di ricerca condotto dal Luogotenente Antonio Mazzarella, Comandante della Stazione Carabinieri di Apricena, con la collaborazione dei Marescialli Antonio Mirco Beneduce e Simone Quarta.

Una ricostruzione meticolosa e appassionata che ha permesso di fare luce sull’intera vicenda: il contesto, i protagonisti, le motivazioni, i riconoscimenti al valore — entrambi i militari furono insigniti della Medaglia d’Argento al Valor Militare — e l’identità dell’aggressore. Un tassello storico importante che riemerge dall’oblio e diventerà parte di un libro in uscita, dedicato alle vicende più significative dell’Arma ad Apricena.

In occasione della commemorazione è stata scoperta una lapide presso la grotta, oggi ufficialmente registrata al Catasto delle Grotte Pugliesi con il codice PU 2687 e la denominazione “Carabinieri Reali Riddei e Marzullo”, grazie alla collaborazione dello Speleo Team Montenero di San Marco in Lamis e con il sostegno del proprietario del fondo, Domenico Mascolo.

Il momento più solenne è stato il suono del Silenzio, eseguito all’ora esatta in cui, 108 anni fa, i due giovani carabinieri vennero colpiti a morte da due fucilate. Un gesto che ha trasformato la grotta da teatro di sangue a luogo di memoria e riflessione.

Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità militari, religiose e civili: il Maggiore Marco Vanni, Comandante della Compagnia Carabinieri di San Severo; il Comandante della locale Stazione Carabinieri, i suoi militari, il Comandante del Nucleo Carabinieri Parco di San Nicandro Garganico, il Comandante del Nucleo Forestale di San Nicandro Garganico. La benedizione è stata officiata da Don Roberto De Meo, parroco della Beata Maria Vergine del Rosario. Presenti anche i sindaci di Apricena, Antonio Potenza, e di Troia, Francesco Caserta.

Ma il percorso della memoria non si chiude qui. Il prossimo 26 settembre, la Caserma dei Carabinieri di Apricena sarà ufficialmente intitolata al Carabiniere Giuseppe Riddei. In quell’occasione sarà inaugurato un monumento in pietra, scolpito dall’artista Antonio Del Campo su disegno del Maresciallo Ordinario Beneduce, a sigillo di una memoria finalmente restituita.

Una cerimonia che ha ridato voce alla storia, onorando due vite spezzate nel dovere e riaffermando i valori senza tempo dell’Arma: fedeltà, sacrificio, giustizia.

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