Nuova bufera giudiziaria sulla gestione degli appalti pubblici in Puglia. La Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni nei confronti di otto persone, tra cui il sindaco di Gioia del Colle, Giovanni Mastrangelo, indagate – a vario titolo – per corruzione, falso, turbativa d’asta e traffico di influenze illecite. L’indagine è coordinata dal procuratore Roberto Rossi e dalla pm Savina Toscani, ed è uno dei filoni dell’inchiesta sulla rete corruttiva che nel novembre 2024 portò a diversi arresti nella Asl di Bari, tra cui due dirigenti e una dipendente sorpresi dalle telecamere mentre intascavano mazzette.
Al centro della nuova indagine ci sono due appalti sospetti nei comuni di Bitritto e Gioia del Colle, entrambi risalenti al periodo dell’emergenza Covid. Secondo la Procura, le gare sarebbero state truccate a favore dell’imprenditore Donato Mottola, di Noci, già noto alle cronache giudiziarie per il suo coinvolgimento nel caso sull’ex capo della Protezione civile pugliese Mario Lerario.
L’appalto più consistente riguarda la costruzione di una scuola primaria modulare a Bitritto: qui, Mottola avrebbe beneficiato di informazioni riservate e condizioni di gara confezionate su misura. Il Rup (responsabile unico del procedimento) avrebbe ricevuto 56 quintali di legna come contropartita, mentre un altro funzionario incaricato di supportarlo si sarebbe visto promettere 60.000 euro. Le accuse parlano di un sistematico aggiramento delle procedure: documenti tecnici scritti dall’impresa stessa, operatori economici invitati solo per simulare la regolarità della gara, nessun controllo sui lavori e nessuna verifica reale della documentazione per i pagamenti.
Nel Comune di Gioia del Colle, invece, nel mirino è finita una gara per la fornitura di un prefabbricato scolastico. In questo caso, si sarebbe verificata una commistione tra uffici pubblici e interessi privati, con funzionari comunali che avrebbero utilizzato specifici dati tecnici suggeriti proprio dalla ditta poi risultata vincitrice. Un ruolo chiave sarebbe stato giocato da un mediatore, oggi indagato per traffico di influenze, che – forte di un rapporto diretto con il sindaco Mastrangelo – avrebbe ottenuto promesse di denaro pari al 10% del valore dell’appalto direttamente da Mottola.
In questo contesto, anche l’affidamento della progettazione delle opere sarebbe stato alterato a favore degli stessi soggetti. L’intreccio di interessi emerge in modo netto anche dalle intercettazioni disposte dalla magistratura, che coinvolgono altri dirigenti pubblici entrati in contatto con gli imprenditori Mottola e Francesco Girardi, quest’ultimo a sua volta già coinvolto in precedenti inchieste sulla Protezione civile.
Gli appalti sospetti sono stati aggiudicati tra la fine del 2021 e l’inizio del 2024, e il 3 gennaio scorso la Procura ha chiesto e ottenuto una proroga delle indagini dal gip Giuseppe Ronzino, segno che il quadro probatorio si sta ampliando.
L’inchiesta getta nuove ombre sulla gestione delle risorse pubbliche nel periodo emergenziale e accende i riflettori su una rete di favori, pressioni e tangenti che avrebbe inquinato l’assegnazione di importanti commesse pubbliche destinate a scuole e servizi essenziali.










