Giornata di festa per le comunità di San Nicandro Garganico e Troia, dove viene inaugurata ufficialmente la gestione pubblica delle RSA locali. Un risultato importante per il territorio e per i lavoratori coinvolti, ma che finisce subito al centro del dibattito politico.
A intervenire è il consigliere regionale Napoleone Cera, che rivendica la paternità della legge che ha reso possibile l’internalizzazione del servizio e critica l’assessore alla Sanità Raffaele Piemontese per quella che definisce una “rappresentazione distorta” della realtà.
“La legge non porta la firma dell’assessore”
Secondo Cera, l’assessore Piemontese avrebbe tentato di attribuirsi i meriti di un percorso legislativo e politico nel quale, a suo dire, non ha mai avuto un ruolo attivo: “Piemontese non ha firmato la proposta di legge, né la mozione, e nei momenti decisivi ha scelto il silenzio. Ora vorrebbe far credere ai cittadini che tutto ciò sia avvenuto grazie a lui, quando la verità è che la legge l’ha costruita e difesa il Consiglio Regionale”.
Il riferimento è alla legge regionale n. 39 del 29 novembre 2024, art. 26, che ha previsto il passaggio alla gestione pubblica delle RSA. “Senza quella legge – sottolinea Cera – oggi non si sarebbe firmato nessun contratto, nessun lavoratore sarebbe stato stabilizzato, nessun paziente avrebbe avuto continuità assistenziale garantita”.
“I cittadini sanno distinguere chi lavora da chi cerca applausi”
Il consigliere critica anche il tentativo – a suo dire – di “riscrivere la storia” da parte di chi oggi si presenta alle inaugurazioni: “Chi oggi si atteggia a paladino contro l’impugnativa del Governo, ieri non ha mosso un dito per sostenere una norma che ora dice di aver sempre condiviso”.
“Oggi è una giornata importante – conclude Cera – e non va rovinata da chi scambia un post su Facebook per impegno politico. La legge è del Consiglio Regionale, i risultati sono del territorio. Il resto è solo retorica da palcoscenico”.
La cerimonia odierna, seppur significativa per il futuro della sanità pubblica nel territorio, diventa dunque occasione di scontro tra diverse visioni su meriti, responsabilità e presenza istituzionale. Sullo sfondo, restano le istanze dei lavoratori e dei cittadini, che ora attendono risultati concreti dopo una lunga attesa.












