Da Bari a Bruxelles, con l’Europa nel cuore e i giovani al centro. Si è conclusa nei giorni scorsi la tappa europea della Scuola di formazione sulle Politiche giovanili promossa dalla Regione Puglia, un percorso che ha coinvolto 40 amministratori locali, tra cui l’assessora di Peschici Angela Ricci, l’assessora di Foggia Alice Amatore e l’assessora di Cerignola Teresa Cicolella, impegnati in un confronto diretto con le istituzioni comunitarie su temi chiave come lavoro, studio, mobilità, partecipazione attiva e cittadinanza europea.
A rappresentare l’impegno della Regione è stato anche il coordinatore regionale della Scuola, nonché assessore alle Politiche giovanili, Alessandro Delli Noci, che ha partecipato agli incontri istituzionali a Bruxelles ribadendo la volontà di fare delle politiche giovanili uno strumento strutturale di sviluppo locale e democrazia partecipata.
Foggia c’è: “Serve metodo, ascolto e visione”
Anche Foggia ha preso parte a questo cammino formativo, attraverso la voce di chi, sul territorio, si batte per ricostruire uno spazio politico e sociale per le nuove generazioni, dopo anni di vuoto istituzionale.
“Ho scelto di partecipare alla Scuola – dice Amatore – perché in una città grande e complessa come Foggia, non c’è più spazio per l’improvvisazione. Per oltre dieci anni, le politiche giovanili sono state dimenticate. Ora servono strumenti, visione, alleanze. Ma soprattutto serve ascoltare, osservare, imparare con metodo e curiosità”.
“Foggia deve tornare a essere una scelta”
L’obiettivo dichiarato è ambizioso ma necessario: dare ai giovani foggiani la possibilità di immaginare un futuro nella propria città. “Non è vero che i giovani non vogliono restare, il problema è che nessuno ha mai costruito per loro un posto in cui valga davvero la pena farlo. Tornare a scegliere Foggia non per ripiego, ma per orgoglio: questa è la nostra sfida”.
Come ricordato anche dalla rete CON Foggia, che segue con convinzione il percorso della Scuola, il lavoro avviato dalla Regione rappresenta una base concreta per disegnare politiche giovanili innovative e inclusive, che mettano al centro i territori e costruiscano legami forti con le esperienze europee.
Dal confronto con l’Europa nasce così una nuova energia per la Capitanata: un investimento sulle competenze, la partecipazione e la visione a lungo termine, perché nessun cambiamento reale può avvenire senza mettere al centro le nuove generazioni.










