“Non ho alcun timore nel rientrare al lavoro, perché lavorare in emergenza-urgenza sanitaria è stata da sempre la mia vocazione”, ha dichiarato la dottoressa Claudia Papa, 46 anni, aggredita mercoledì scorso nel Pronto soccorso dall’accompagnatrice di un paziente. La donna, poi arrestata e posta ai domiciliari, l’ha colpita al volto, causandole un trauma facciale con prognosi di otto giorni.
Nell’intervista pubblicata su La Gazzetta del Mezzogiorno, la dottoressa ha ricostruito l’accaduto. “La paziente non voleva aspettare, e già all’inizio del turno ha minacciato con frasi violente. Ho cercato di spiegare con calma la situazione, ma la donna e il suo compagno continuavano a irrompere nella sala visite, creando disagio anche al fratello, affetto da un’ernia inguinale non urgente”.
Il culmine della violenza si è verificato dopo che la dottoressa, pur avendo concluso la visita, aveva contattato un chirurgo per accelerare l’iter del paziente, mostrando “un’attenzione che andava oltre il dovuto”. La donna, però, ha frainteso l’attesa come una presa in giro, aggredendo prima verbalmente e poi fisicamente il personale.
“Questa esperienza mi lascia tanta tristezza – ha concluso – perché i medici sono ormai visti come capri espiatori. I commenti sui social, che giustificano questi atti con la rabbia del momento, ci riportano indietro all’età della pietra”.
La dottoressa, con 13 anni di esperienza in emergenza e una formazione continua, tornerà al lavoro nei prossimi giorni: «Non ho paura. Ho scelto questa strada per aiutare le persone, e continuerò a farlo”.










