La Polizia di Stato ha portato a termine un’importante operazione a Canosa di Puglia, nel contrasto al fenomeno dei furti d’auto, della ricettazione e del riciclaggio di parti di esse. Sei persone, tre di Cerignola e tre di nazionalità straniera, sono state arrestate in flagranza di reato e condotte in carcere su disposizione della Procura della Repubblica di Trani. Il tribunale ha successivamente convalidato gli arresti e disposto la custodia cautelare.
L’operazione, condotta dalla Squadra Investigativa del commissariato di Canosa, è scattata all’interno di un capannone industriale apparentemente in disuso. Qui gli agenti, durante un’irruzione, hanno sorpreso sei individui intenti a smontare parti di auto di provenienza illecita, che venivano poi caricate su un camion di grosse dimensioni.
Le indagini erano state avviate dopo che l’insolito movimento di mezzi all’interno del capannone aveva insospettito gli investigatori. Decisivo è stato l’arrivo di un autoarticolato con targa straniera, che, entrando in retromarcia nell’area antistante l’ingresso, ha fatto scattare l’intervento degli agenti.
Durante il blitz, i sei uomini sono stati sorpresi con attrezzi da lavoro, tra cui trapani utilizzati per smontare pneumatici e altre componenti di autoveicoli. Colti sul fatto, hanno tentato di fuggire opponendo resistenza e ricorrendo a spintoni contro gli agenti, ma sono stati rapidamente bloccati e arrestati.
Nel capannone sono stati sequestrati propulsori, componentistica di elevato valore commerciale e numerosi pezzi di ricambio di diverse marche automobilistiche. Anche il capannone è stato sottoposto a sequestro e affidato al proprietario a titolo gratuito, senza possibilità di utilizzo.
La Polizia ha ribadito l’importanza di tali operazioni per prevenire ogni forma di illegalità e aumentare il senso di sicurezza dei cittadini, in linea con un’ottica di sicurezza partecipata. La posizione degli arrestati è attualmente al vaglio dell’autorità giudiziaria, e si precisa che gli stessi sono presunti innocenti fino a una eventuale sentenza definitiva di condanna.
Con questa operazione, le forze dell’ordine confermano il loro impegno incessante nel contrasto ai reati contro il patrimonio, garantendo maggiore tutela e tranquillità alla comunità locale.











