È racchiusa in 43 pagine l’ordinanza della gip di Foggia, Bencivenga sul caso delle false attestazioni per insegnare. Al centro del “sistema” ci sarebbero l’avvocata 52enne di Stornarella, Antonietta Ruggieri, il marito 54enne Carmelo Fiorilli e la dirigente dell’istituto paritario “Garibaldi” di Vairano Patenora in provincia di Caserta, Angela Rosa Ciotola, 35 anni. Per tutti e tre sono scattati gli arresti domiciliari. Altre nove persone, i finti insegnanti, risultano indagate e hanno subito interdizioni. Si tratta di Federica Catucci di Cerignola, 29 anni, Licia Nigro di Stornarella, 48 anni, Nicola Monaco di Stornarella, 44 anni, Donatella Quinto di Stornarella, 41 anni, Alfredo Costa di Stornarella, 35 anni, Giuseppe Pelullo di Stornarella, 41 anni, Christian Fiorilli di Cerignola, residente a Foggia, 21 anni, Lucia Longo di Carapelle, 43 anni e Mariarita Michela Fiorilli di Foggia, 41 anni.
Stando all’accusa, la Ruggieri quale intermediario, Ciotola come dirigente del “Garibaldi”, avrebbero indotto in errore gli uffici scolastici “mediante la realizzazione di certificati falsi e la presentazione di comunicazioni Unilav da cui risultava, contrariamente al vero, un rapporto lavorativo con la Scuola Garibaldi per gli anni 2018-2022 in realtà inesistente”. Così facendo avrebbero dato modo ad altri indagati “di iscriversi nelle graduatorie nell’ordine progressivo derivante dai punteggi, alla luce dei titoli dichiarati riconoscendo così punteggi non spettanti con conseguente maturazione del titolo di insegnamento”.
Tranchant la giudice nell’ordinanza: “Inquietante e pervasivo radicamento di atti e condotte illecite incentrate sulla produzione reiterata di un’imponente quantità di atti e documenti ideologicamente falsi, idonei a indurre in errore il sistema pubblicistico deputato a valutare, individuare e selezionare, mediante formazione e pubblicazione di graduatorie pubbliche, i soggetti maggiormente titolati a svolgere attività di docenza e insegnamento negli istituti di istruzione previsti e regolamentati dalla normativa legislativa e regolamentare di riferimento”.
Per gli atti falsi la giudice parla di “decisiva e imprescindibile partecipazione criminosa, accanto ai singoli indagati, di Ruggieri e Ciotola”. Mentre dall’analisi delle investigazioni sarebbe emersa “l’esistenza di un allarmante meccanismo criminoso teso a falsificare continuativamente il requisito del possesso dei titoli e delle esperienze richiesti per la compilazione delle graduatorie provinciali, orchestrato con spregiudicatezza e pervicacia dai soggetti, da ultimo menzionati, collocati in posizione verticistica nella complessa piramide organizzativa deputata alla gestione delle condotte penalmente rilevanti oggetto di indagine”.
Dopo le notifiche dei carabinieri, gli indagati, in particolare Ruggieri e marito, sarebbero entrati “in evidente fibrillazione – si legge nell’ordinanza -, determinata dalla scoperta dello svolgimento delle investigazioni”. L’obiettivo della coppia sarebbe stato “quello di istituire una strategia defensionale comune, mediante il ricorso ad un unico professionista, che potesse consentire – tramite l’attività consistente nel concordare una falsa versione unitaria – di ostacolare l’attività di accertamento”.
Riguardo al giro di atti falsi, appare eloquente una frase intercettata durante una conversazione tra Mario Costa, Carmelo Fiorilli e la Ruggieri. Costa: “Allora ti ho mandato sulla mail di Antonella (la Ruggieri, ndr) il certificato di Alfredo (figlio di Mario, ndr). Quello lo salvi. Poi vai avanti. Ti mandiamo volta per volta i certificati che devi modificare. Devi togliere Costa Alfredo e devi mettere i nomi che ti arriveranno”.













