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Home - Il grido di dolore della Polizia di Foggia: “Mafia non uccide solo d’estate. Su invio rinforzi promesse disattese”

Il grido di dolore della Polizia di Foggia: “Mafia non uccide solo d’estate. Su invio rinforzi promesse disattese”

Di Redazione
12 Luglio 2022
in Cronaca
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“Siamo, purtroppo, all’ennesimo omicidio nella nostra città, sul nostro territorio. Sembra quasi che i cittadini foggiani e della Capitanata debbano rassegnarsi. Parafrasando il titolo di un film di PIF (Pierfrancesco Diliberto), la mafia (di Capitanata) non uccide solo d’estate, si ha ben chiara la situazione criminalità in Capitanata”. Lo riporta il sindacato F.S.P. Polizia di Stato Foggia. “Abbiamo accolto con fiducia, lo scorso gennaio, la visita a Foggia del ministro dell’Interno Lamorgese; le sue rassicurazioni e promesse hanno creato delle aspettative nei cittadini della Capitanata, negli uomini e nelle donne della Polizia di Stato. La vicinanza dimostrata dallo Stato al nostro territorio non ha potuto che infondere speranza. Abbiamo accolto positivamente le sue dichiarazioni quando assicurava di voler ‘rafforzare il controllo del territorio con l’invio di 50 unità…’. Tante volte, troppe volte, ministri ed alti rappresentanti dello Stato sono venuti a Foggia, hanno presieduto vari Comitati per l’Ordine e Sicurezza Pubblica o Comitati Antimafia, hanno promesso l’invio di centinaia di uomini, mezzi, risorse, ma quando i media relegano la notizia in secondo piano, quando si spengono i riflettori e cala il sipario, restano solo le promesse ed i ricordi delle passerelle dei rappresentanti dello Stato. Almeno fino alla mattanza successiva. A quanto promesso a gennaio dal ministro Lamorgese, ad oggi, ancora non vediamo la sua realizzazione. I poliziotti giunti in pianta stabile nell’ultimo periodo non hanno tamponato nemmeno la vacanza creatasi nel frattempo a causa dei pensionamenti, mentre altre soluzioni sono ‘a tempo determinato’“.

A parere del sindacato di polizia “questa provincia e la Capitanata tutta non hanno bisogno di soluzioni tampone, questa provincia e la Capitanata hanno bisogno di soluzioni definitive, perché la mafia di Capitanata non uccide solo d’estate. Questa organizzazione sindacale considera il ministro dell’Interno una persona ed un ministro capace e meritevole di stima, ed in quanto tale siamo sicuri che le promesse fatte saranno mantenute e gli uomini e le donne della Polizia di Stato di questa provincia, ed il territorio, non saranno abbandonati, per l’ennesima volta, in attesa della realizzazione delle ‘solite’ promesse di circostanza. Che la mafia di questa terra non fosse di serie B, lo hanno denunciato tutti i questori succedutisi negli ultimi anni, ciò è stato detto in tutte le svariate Commissioni per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, non ultima appunto quella di gennaio a cui hanno partecipato tutti i vertici, locali e nazionali. Ancora prima, nel 2015, in occasione del Congresso Nazionale di questa organizzazione sindacale a Roma, alla presenza dell’allora capo della Polizia Pansa ed altri rappresentati dello Stato, lo denunciò il segretario generale provinciale di Foggia Giovanni Consalvi, quando dichiarava: ‘Nell’ultimo decennio la ammazzati e tentativi di omicidio tra le fazioni che di volta in volta si sono fronteggiate per il controllo del territorio e la spartizione dei proventi derivanti dalle attività illecite – ed ancora -. Da decenni il promontorio garganico è protagonista di sanguinose ed antiche faide presenti nella zona…’. Sempre in quell’occasione non è mancato un monito alle autorità presenti alle quali, il segretario provinciale Consalvi ha ricordato ‘…dopo che la criminalità foggiana è tornata a farsi sentire, per i foggiani, la venuta nella nostra città, della Commissione Antimafia e le parole dette in quell’occasione, per molti sono sembrate solo un’ulteriore presa per i fondelli e, purtroppo, non si sono sbagliati, perché lo Stato alle parole non ha fatto e non fa seguire i fatti. Sono stati richiesti uomini, mezzi e soprattutto leggi finalizzate al contrasto alla criminalità, affinché i suoi esponenti finissero e rimanessero in galera, in assenza di premi, sconti di pena e indulti vari“.

Poi ricordano che “da allora ad oggi non è pressoché cambiato nulla. Le solite passerelle, le solite promesse e la solita mancanza di uomini e la diminuzione della percezione di sicurezza dei cittadini. Gli ultimi dati ci dicono che, dal 2017 ad oggi, non solo l’età media dei poliziotti di Capitanata è rimasta alta, perché di nuove leve a Foggia non se ne vede nemmeno l’ombra, ma addirittura, a fronte delle promesse fatte circa il rafforzamento, tra arrivi e pensionamenti, siamo a meno tre. Adesso si auspica che, il Governo ed il Parlamento compiano, realmente atti concreti per la lotta alla criminalità, a tutti i livelli, restituendo alle forze dell’ordine quel prestigio, quell’onore e quella dignità di una volta, perché solo così i cittadini ritorneranno ad avere fiducia nello Stato e nelle Istituzioni e non si sentiranno ancora per l’ennesima volta raggirati, fino alla prossima mattanza e l’uccisione di altre persone, magari anche innocenti. Ma per fare questo bisogna ricordarsi che la mafia di Capitanata non uccide solo d’estate”.

Tags: polizia foggia
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