• Contatti
sabato 18 Luglio 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - Addio a padre Arcangelo Maira, una vita per i migranti e rifugiati: “Non disperdiamo il suo impegno civile”

Addio a padre Arcangelo Maira, una vita per i migranti e rifugiati: “Non disperdiamo il suo impegno civile”

Di Redazione
21 Settembre 2021
in Cronaca
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

Manfredonia in lutto per la scomparsa di padre Arcangelo Maira. A darne notizia con un post è Alfredo De Luca, ex consigliere comunale e coordinatore cittadino dei Verdi.
“Oggi è volato in cielo padre Arcangelo Maira – ha scritto -. Tantissimi di noi lo hanno conosciuto per il suo impegno, per l’accoglienza umana di chi è stato costretto a lasciare la sua terra, una esperienza terribile, la stessa che visse Arcangelo da bambino in Svizzera. Molti di noi lo hanno apprezzato anche come assistente ecclesiastico nel gruppo scout Agesci di Manfredonia. Preghiamo per la sua anima e perché la memoria del suo impegno ‘civile’ non si disperda in questa città”.

“Un santo moderno, che indossava scarpe da ginnastica e si vestiva coi cenci donati alla Caritas. Un santo che ti abbracciava quando ti vedeva, che litigava con i vescovi per difendere i suoi poveri e i suoi amici e che ti portava alle riunioni nei centri sociali. Un santo che ha donato interamente la sua vita per i migranti e i rifugiati, in Svizzera, in Germania, in Mozambico, e in Italia. Abbiamo scoperto assieme, col suo furgone colorato, l’esistenza dei ghetti in cui vivono i migranti sfruttati. L’ho visto montare rubinetti, insegnare italiano, fare il mediatore, dire messa in una baracca dove dormivano le prostitute”. E’ il ricordo dei Fratelli della Stazione.

“L’ho visto spiegare ai lavoratori come denunciare, l’ho visto montare un generatore in una fabbrica abbandonata per attaccarvi un fotocopiatore, per raccogliere i dati di chi voleva fare vertenza. L’ho visto indignarsi contro le ingiustizie, l’ho visto parlare ai convegni con giudici e politici di come si combatte lo schiavismo, per poi abbracciarli fraternamente. L’ho visto ridere di cuore, pregare da solo, l’ho visto accogliere gente diversa senza mai giudicare, l’ho visto circondarsi di atei senza mai imporre la sua sconfinata fede. L’ho visto triste per un trasferimento immotivato e poi recentemente l’ho visto imprigionato in un corpo che non rispondeva più alla forza della sua anima”.

Manfredonia in lutto per la scomparsa di padre Arcangelo Maira. A darne notizia con un post è Alfredo De Luca, ex consigliere comunale e coordinatore cittadino dei Verdi.
“Oggi è volato in cielo padre Arcangelo Maira – ha scritto -. Tantissimi di noi lo hanno conosciuto per il suo impegno, per l’accoglienza umana di chi è stato costretto a lasciare la sua terra, una esperienza terribile, la stessa che visse Arcangelo da bambino in Svizzera. Molti di noi lo hanno apprezzato anche come assistente ecclesiastico nel gruppo scout Agesci di Manfredonia. Preghiamo per la sua anima e perché la memoria del suo impegno ‘civile’ non si disperda in questa città”.

“Un santo moderno, che indossava scarpe da ginnastica e si vestiva coi cenci donati alla Caritas. Un santo che ti abbracciava quando ti vedeva, che litigava con i vescovi per difendere i suoi poveri e i suoi amici e che ti portava alle riunioni nei centri sociali. Un santo che ha donato interamente la sua vita per i migranti e i rifugiati, in Svizzera, in Germania, in Mozambico, e in Italia. Abbiamo scoperto assieme, col suo furgone colorato, l’esistenza dei ghetti in cui vivono i migranti sfruttati. L’ho visto montare rubinetti, insegnare italiano, fare il mediatore, dire messa in una baracca dove dormivano le prostitute”. E’ il ricordo dei Fratelli della Stazione.

“L’ho visto spiegare ai lavoratori come denunciare, l’ho visto montare un generatore in una fabbrica abbandonata per attaccarvi un fotocopiatore, per raccogliere i dati di chi voleva fare vertenza. L’ho visto indignarsi contro le ingiustizie, l’ho visto parlare ai convegni con giudici e politici di come si combatte lo schiavismo, per poi abbracciarli fraternamente. L’ho visto ridere di cuore, pregare da solo, l’ho visto accogliere gente diversa senza mai giudicare, l’ho visto circondarsi di atei senza mai imporre la sua sconfinata fede. L’ho visto triste per un trasferimento immotivato e poi recentemente l’ho visto imprigionato in un corpo che non rispondeva più alla forza della sua anima”.

Manfredonia in lutto per la scomparsa di padre Arcangelo Maira. A darne notizia con un post è Alfredo De Luca, ex consigliere comunale e coordinatore cittadino dei Verdi.
“Oggi è volato in cielo padre Arcangelo Maira – ha scritto -. Tantissimi di noi lo hanno conosciuto per il suo impegno, per l’accoglienza umana di chi è stato costretto a lasciare la sua terra, una esperienza terribile, la stessa che visse Arcangelo da bambino in Svizzera. Molti di noi lo hanno apprezzato anche come assistente ecclesiastico nel gruppo scout Agesci di Manfredonia. Preghiamo per la sua anima e perché la memoria del suo impegno ‘civile’ non si disperda in questa città”.

“Un santo moderno, che indossava scarpe da ginnastica e si vestiva coi cenci donati alla Caritas. Un santo che ti abbracciava quando ti vedeva, che litigava con i vescovi per difendere i suoi poveri e i suoi amici e che ti portava alle riunioni nei centri sociali. Un santo che ha donato interamente la sua vita per i migranti e i rifugiati, in Svizzera, in Germania, in Mozambico, e in Italia. Abbiamo scoperto assieme, col suo furgone colorato, l’esistenza dei ghetti in cui vivono i migranti sfruttati. L’ho visto montare rubinetti, insegnare italiano, fare il mediatore, dire messa in una baracca dove dormivano le prostitute”. E’ il ricordo dei Fratelli della Stazione.

“L’ho visto spiegare ai lavoratori come denunciare, l’ho visto montare un generatore in una fabbrica abbandonata per attaccarvi un fotocopiatore, per raccogliere i dati di chi voleva fare vertenza. L’ho visto indignarsi contro le ingiustizie, l’ho visto parlare ai convegni con giudici e politici di come si combatte lo schiavismo, per poi abbracciarli fraternamente. L’ho visto ridere di cuore, pregare da solo, l’ho visto accogliere gente diversa senza mai giudicare, l’ho visto circondarsi di atei senza mai imporre la sua sconfinata fede. L’ho visto triste per un trasferimento immotivato e poi recentemente l’ho visto imprigionato in un corpo che non rispondeva più alla forza della sua anima”.

Manfredonia in lutto per la scomparsa di padre Arcangelo Maira. A darne notizia con un post è Alfredo De Luca, ex consigliere comunale e coordinatore cittadino dei Verdi.
“Oggi è volato in cielo padre Arcangelo Maira – ha scritto -. Tantissimi di noi lo hanno conosciuto per il suo impegno, per l’accoglienza umana di chi è stato costretto a lasciare la sua terra, una esperienza terribile, la stessa che visse Arcangelo da bambino in Svizzera. Molti di noi lo hanno apprezzato anche come assistente ecclesiastico nel gruppo scout Agesci di Manfredonia. Preghiamo per la sua anima e perché la memoria del suo impegno ‘civile’ non si disperda in questa città”.

“Un santo moderno, che indossava scarpe da ginnastica e si vestiva coi cenci donati alla Caritas. Un santo che ti abbracciava quando ti vedeva, che litigava con i vescovi per difendere i suoi poveri e i suoi amici e che ti portava alle riunioni nei centri sociali. Un santo che ha donato interamente la sua vita per i migranti e i rifugiati, in Svizzera, in Germania, in Mozambico, e in Italia. Abbiamo scoperto assieme, col suo furgone colorato, l’esistenza dei ghetti in cui vivono i migranti sfruttati. L’ho visto montare rubinetti, insegnare italiano, fare il mediatore, dire messa in una baracca dove dormivano le prostitute”. E’ il ricordo dei Fratelli della Stazione.

“L’ho visto spiegare ai lavoratori come denunciare, l’ho visto montare un generatore in una fabbrica abbandonata per attaccarvi un fotocopiatore, per raccogliere i dati di chi voleva fare vertenza. L’ho visto indignarsi contro le ingiustizie, l’ho visto parlare ai convegni con giudici e politici di come si combatte lo schiavismo, per poi abbracciarli fraternamente. L’ho visto ridere di cuore, pregare da solo, l’ho visto accogliere gente diversa senza mai giudicare, l’ho visto circondarsi di atei senza mai imporre la sua sconfinata fede. L’ho visto triste per un trasferimento immotivato e poi recentemente l’ho visto imprigionato in un corpo che non rispondeva più alla forza della sua anima”.

Manfredonia in lutto per la scomparsa di padre Arcangelo Maira. A darne notizia con un post è Alfredo De Luca, ex consigliere comunale e coordinatore cittadino dei Verdi.
“Oggi è volato in cielo padre Arcangelo Maira – ha scritto -. Tantissimi di noi lo hanno conosciuto per il suo impegno, per l’accoglienza umana di chi è stato costretto a lasciare la sua terra, una esperienza terribile, la stessa che visse Arcangelo da bambino in Svizzera. Molti di noi lo hanno apprezzato anche come assistente ecclesiastico nel gruppo scout Agesci di Manfredonia. Preghiamo per la sua anima e perché la memoria del suo impegno ‘civile’ non si disperda in questa città”.

“Un santo moderno, che indossava scarpe da ginnastica e si vestiva coi cenci donati alla Caritas. Un santo che ti abbracciava quando ti vedeva, che litigava con i vescovi per difendere i suoi poveri e i suoi amici e che ti portava alle riunioni nei centri sociali. Un santo che ha donato interamente la sua vita per i migranti e i rifugiati, in Svizzera, in Germania, in Mozambico, e in Italia. Abbiamo scoperto assieme, col suo furgone colorato, l’esistenza dei ghetti in cui vivono i migranti sfruttati. L’ho visto montare rubinetti, insegnare italiano, fare il mediatore, dire messa in una baracca dove dormivano le prostitute”. E’ il ricordo dei Fratelli della Stazione.

“L’ho visto spiegare ai lavoratori come denunciare, l’ho visto montare un generatore in una fabbrica abbandonata per attaccarvi un fotocopiatore, per raccogliere i dati di chi voleva fare vertenza. L’ho visto indignarsi contro le ingiustizie, l’ho visto parlare ai convegni con giudici e politici di come si combatte lo schiavismo, per poi abbracciarli fraternamente. L’ho visto ridere di cuore, pregare da solo, l’ho visto accogliere gente diversa senza mai giudicare, l’ho visto circondarsi di atei senza mai imporre la sua sconfinata fede. L’ho visto triste per un trasferimento immotivato e poi recentemente l’ho visto imprigionato in un corpo che non rispondeva più alla forza della sua anima”.

Manfredonia in lutto per la scomparsa di padre Arcangelo Maira. A darne notizia con un post è Alfredo De Luca, ex consigliere comunale e coordinatore cittadino dei Verdi.
“Oggi è volato in cielo padre Arcangelo Maira – ha scritto -. Tantissimi di noi lo hanno conosciuto per il suo impegno, per l’accoglienza umana di chi è stato costretto a lasciare la sua terra, una esperienza terribile, la stessa che visse Arcangelo da bambino in Svizzera. Molti di noi lo hanno apprezzato anche come assistente ecclesiastico nel gruppo scout Agesci di Manfredonia. Preghiamo per la sua anima e perché la memoria del suo impegno ‘civile’ non si disperda in questa città”.

“Un santo moderno, che indossava scarpe da ginnastica e si vestiva coi cenci donati alla Caritas. Un santo che ti abbracciava quando ti vedeva, che litigava con i vescovi per difendere i suoi poveri e i suoi amici e che ti portava alle riunioni nei centri sociali. Un santo che ha donato interamente la sua vita per i migranti e i rifugiati, in Svizzera, in Germania, in Mozambico, e in Italia. Abbiamo scoperto assieme, col suo furgone colorato, l’esistenza dei ghetti in cui vivono i migranti sfruttati. L’ho visto montare rubinetti, insegnare italiano, fare il mediatore, dire messa in una baracca dove dormivano le prostitute”. E’ il ricordo dei Fratelli della Stazione.

“L’ho visto spiegare ai lavoratori come denunciare, l’ho visto montare un generatore in una fabbrica abbandonata per attaccarvi un fotocopiatore, per raccogliere i dati di chi voleva fare vertenza. L’ho visto indignarsi contro le ingiustizie, l’ho visto parlare ai convegni con giudici e politici di come si combatte lo schiavismo, per poi abbracciarli fraternamente. L’ho visto ridere di cuore, pregare da solo, l’ho visto accogliere gente diversa senza mai giudicare, l’ho visto circondarsi di atei senza mai imporre la sua sconfinata fede. L’ho visto triste per un trasferimento immotivato e poi recentemente l’ho visto imprigionato in un corpo che non rispondeva più alla forza della sua anima”.

Manfredonia in lutto per la scomparsa di padre Arcangelo Maira. A darne notizia con un post è Alfredo De Luca, ex consigliere comunale e coordinatore cittadino dei Verdi.
“Oggi è volato in cielo padre Arcangelo Maira – ha scritto -. Tantissimi di noi lo hanno conosciuto per il suo impegno, per l’accoglienza umana di chi è stato costretto a lasciare la sua terra, una esperienza terribile, la stessa che visse Arcangelo da bambino in Svizzera. Molti di noi lo hanno apprezzato anche come assistente ecclesiastico nel gruppo scout Agesci di Manfredonia. Preghiamo per la sua anima e perché la memoria del suo impegno ‘civile’ non si disperda in questa città”.

“Un santo moderno, che indossava scarpe da ginnastica e si vestiva coi cenci donati alla Caritas. Un santo che ti abbracciava quando ti vedeva, che litigava con i vescovi per difendere i suoi poveri e i suoi amici e che ti portava alle riunioni nei centri sociali. Un santo che ha donato interamente la sua vita per i migranti e i rifugiati, in Svizzera, in Germania, in Mozambico, e in Italia. Abbiamo scoperto assieme, col suo furgone colorato, l’esistenza dei ghetti in cui vivono i migranti sfruttati. L’ho visto montare rubinetti, insegnare italiano, fare il mediatore, dire messa in una baracca dove dormivano le prostitute”. E’ il ricordo dei Fratelli della Stazione.

“L’ho visto spiegare ai lavoratori come denunciare, l’ho visto montare un generatore in una fabbrica abbandonata per attaccarvi un fotocopiatore, per raccogliere i dati di chi voleva fare vertenza. L’ho visto indignarsi contro le ingiustizie, l’ho visto parlare ai convegni con giudici e politici di come si combatte lo schiavismo, per poi abbracciarli fraternamente. L’ho visto ridere di cuore, pregare da solo, l’ho visto accogliere gente diversa senza mai giudicare, l’ho visto circondarsi di atei senza mai imporre la sua sconfinata fede. L’ho visto triste per un trasferimento immotivato e poi recentemente l’ho visto imprigionato in un corpo che non rispondeva più alla forza della sua anima”.

Manfredonia in lutto per la scomparsa di padre Arcangelo Maira. A darne notizia con un post è Alfredo De Luca, ex consigliere comunale e coordinatore cittadino dei Verdi.
“Oggi è volato in cielo padre Arcangelo Maira – ha scritto -. Tantissimi di noi lo hanno conosciuto per il suo impegno, per l’accoglienza umana di chi è stato costretto a lasciare la sua terra, una esperienza terribile, la stessa che visse Arcangelo da bambino in Svizzera. Molti di noi lo hanno apprezzato anche come assistente ecclesiastico nel gruppo scout Agesci di Manfredonia. Preghiamo per la sua anima e perché la memoria del suo impegno ‘civile’ non si disperda in questa città”.

“Un santo moderno, che indossava scarpe da ginnastica e si vestiva coi cenci donati alla Caritas. Un santo che ti abbracciava quando ti vedeva, che litigava con i vescovi per difendere i suoi poveri e i suoi amici e che ti portava alle riunioni nei centri sociali. Un santo che ha donato interamente la sua vita per i migranti e i rifugiati, in Svizzera, in Germania, in Mozambico, e in Italia. Abbiamo scoperto assieme, col suo furgone colorato, l’esistenza dei ghetti in cui vivono i migranti sfruttati. L’ho visto montare rubinetti, insegnare italiano, fare il mediatore, dire messa in una baracca dove dormivano le prostitute”. E’ il ricordo dei Fratelli della Stazione.

“L’ho visto spiegare ai lavoratori come denunciare, l’ho visto montare un generatore in una fabbrica abbandonata per attaccarvi un fotocopiatore, per raccogliere i dati di chi voleva fare vertenza. L’ho visto indignarsi contro le ingiustizie, l’ho visto parlare ai convegni con giudici e politici di come si combatte lo schiavismo, per poi abbracciarli fraternamente. L’ho visto ridere di cuore, pregare da solo, l’ho visto accogliere gente diversa senza mai giudicare, l’ho visto circondarsi di atei senza mai imporre la sua sconfinata fede. L’ho visto triste per un trasferimento immotivato e poi recentemente l’ho visto imprigionato in un corpo che non rispondeva più alla forza della sua anima”.
Tags: FoggiaManfredoniaMigrantimortoPadre Arcangelo MairaRifugiati
Articolo precedente

Un milione e 300mila euro dal Gal Daunia Rurale ai Comuni dell’Alto Tavoliere. Soldi per rendere il territorio più attrattivo

Articolo successivo

Covid, via alla terza dose in provincia di Foggia. “Puntiamo a raggiungere il 90% di copertura dei pazienti fragili”

Articoli correlati

De Benedictis e Chiariello

Ex avvocato Chiariello, revocato il sequestro da 4,3 milioni: il Tribunale dispone la restituzione dei beni

Caporalato nel Foggiano, al via il processo “Terra Rossa”. La moglie del prefetto Michele Di Bari tra gli imputati

Stadio Zaccheria, rilasciato il Certificato di Prevenzione Incendi per il settore Nord Ospiti

Carcere di Foggia, il SAPPE chiama la sindaca Episcopo: “Venga a verificare le condizioni igienico-sanitarie”

Alfredo Traiano

Alfredo Traiano dopo la condanna del gioielliere Roggero: “Chi ha paura non ragiona come un giudice”

Incendio in un’azienda di stoccaggio rifiuti a San Paolo di Civitate, massiccio intervento dei vigili del fuoco

Ultime Notizie

Antonio De Sabato
Foggia

Inchiesta DDA, De Sabato: “Lo scioglimento per mafia del Comune di Foggia trova nuove conferme”

Il consigliere di maggioranza respinge ogni ipotesi di "revisionismo politico" e rilancia la proposta di una Commissione Antimafia

Antonio Decaro

Decaro frena sulle primarie del centrosinistra: “Io alla guida del campo largo? Sto facendo il presidente della Regione”

De Benedictis e Chiariello

Ex avvocato Chiariello, revocato il sequestro da 4,3 milioni: il Tribunale dispone la restituzione dei beni

Caporalato nel Foggiano, al via il processo “Terra Rossa”. La moglie del prefetto Michele Di Bari tra gli imputati

Laghi di Lesina e Varano, Assoturismo: “Il grande turismo del Gargano non è mai decollato, serve una svolta”

Sanità pugliese, gli Ordini degli Infermieri lanciano l’allarme: “Sbloccare subito le assunzioni per evitare il collasso dei servizi”

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024